Thom
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« il: 10 Maggio 2007, 09:51:38 » |
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Ovviamente anche la spia al servizio segreto di sua maestà non poteva rimanere immune al fascino di questo oggetto al punto che lo vediamo cambiare diverse marche e modelli nel corso di circa 50 anni di onorata carriera. Coloro che cercano di immedesimarsi nel personaggio Bond, siano essi adulti o bambini, nella maggior parte dei casi iniziano proprio da questo dettaglio tipicamente ostentato dall’universo maschile. Elegante o funzionale, antico o moderno, ogni volta che grandi o piccino, ruotano il polso per guardare l’ora si sentono in missione. Cambia orologio e cambia missione, attore, anno e diavolerie del mitico Q. Buona parte del merito di tutto ciò va sicuramente attribuita al maggiore Goeffrrey Boothroyd, meglio conosciuto come Mr. Q. L’armaiolo dell’MI6, fino a che è rimasto in vita, si è sicuramente divertito un mondo a modificare gli unici gioielli da sempre indossati da Bond, James Bond.
Fleming, possedeva e utilizzava abitualmente un cronometro ROLEX Oyster Perpetual con cinturino elastico che, immedesimandosi lui per primo nel suo personaggio, fa indossare anche al suo alterego in missione. Nel 1963 infatti, nel libro al servizio segreto di sua Maestà, Bond decide di usarlo in modo non propriamente raccomandato dalla casa di Ginevra. Infatti stringendolo bene col palmo della mano e facendo appoggiare il quadrante sulle nocche, il Rolex diventa un ottimo tira pugni. Gli svizzeri, neutrali da sempre probabilmente non ne consigliavano tale uso prima dell’avvento di 007, ma l’avversario di turno, se fosse ancora in circolazione, non si scorderebbe facilmente che danni può provocare un innocente gioiello marchiato con la celebre corona a cinque punte. L’unico problema da risolvere per James Bond nel 1963 fu quello di convincere M a rimborsarlo, in nota spese, per l’acquisto del nuovo modello in quanto, una volta trasformato il cronometro in tira pugni, il Rolex divenne inservibile.
Con il passaggio al cinema l’oggetto di culto diventa anche oggetto da collezionismo.
Infatti nel film Dr No, Connery indossa quello che sarà destinato a diventare una leggenda per tutti i collezionisti di orologi.
Infatti il Rolex Submariner senza paracolpi per la corona viene comunemente chiamato James Bond e il suo valore, per un esemplare in ottime condizioni, si aggira intorno ai 15 milioni di lire (più o meno il triplo del valore del modello nuovo tuttora in produzione). Connery nel corso delle sue prime missioni lo utilizza sfoggiando due diversi cinturini. Uno in coccodrillo marrone e uno militare di tessuto a righe verdi e blu scuro (o nere). All’inizio di Goldfinger, appena sfilata la muta da sub e sistemato il garofano rosso sull’immacolata giacca bianca da smoking, Guy Hamilton (Il Regista) indugia sul quadrante prima di annunciare l’esplosione del deposito di armi. Che sia un primo esempio di pubblicità occulta? Chi può dirlo? Le fonti ufficiali non riportano nulla al riguardo. Fino a questo punto 007 ha sempre utilizzato orologi di serie ma, la fama crescente dei trucchi nei film di James Bond, arriva ad interessare anche questa sfera di accessori. In Thunderball infatti Q trasforma un normale Orologio Breitling in un contatore geiger da polso perfetto per la perlustrazione notturna subacquea del Disco Volante, la velocissima imbarcazione del malvagio Emilio Largo (interpretato in modo magistrale dal nostro Adolfo Celi). Quando nel 1969 arriva Lazemby al posto di Connery, l’orologio cambia ma solo perché si decide di fornire Bond dell’ultimo modello dell’epoca. Pertanto Bond continua ad utilizzare Rolex, continua ad adottare lo stesso modello (il Submariner) ma si tratta della versione con vetro plastica, cinturino in acciaio con chiusura estensibile da utilizzare anche sopra una eventuale muta da sub e para colpi sulla cassa ad ostrica. Aprendo il cassetto della sua scrivania (dopo aver rassegnato le dimissioni dal servizio segreto, abilmente trasformate da Money Penny, in permesso ferie) Bond recupera anche l’orologio con corda per strangolare le persone utilizzato da Red Donald Grant in dalla Russia con amore. Roger Moore alla sua prima missione vivi e lascia morire adopera lo stesso Rolex di George Lazemby.
Mi piomba a casa di 007 nel cuore della notte e si appende letteralmente al campanello di casa. Bond preme il pulsante che illumina il suo orologio al quarzo in acciaio con numeri composti da led luminosi rossi. Sono le 5.48, dopo essersi avvolto in una vestaglia con le proprie iniziali sul taschino ed aver occultato nell’armadio l’oggetto del suo svago preferito (Olivier una spia francese nella versione Italiana, miss Caruso in quella originale) si precipita ad aprire la porta. Mentre M gli annuncia la sua prossima missione arriva Money Penny che gli consegna l’orologio appena riparato dalla sezione Q. M lo rimprovera per uso improprio dei soldi dei contribuenti e lo esorta ad utilizzare l’ottimo orologiaio in fondo alla via in luogo del Maggiore Boothroyd che non apparirà di persona mai durante questo film. Strana coincidenza questa. Infatti Desmond Llewelyn non partecipa né al primo film di Connery né al primo di Moore. Bond con la sua consueta sfacciataggine dimostra a M che la riparazione non potava essere effettuata che da Mr. Q. Tira la corona del suo Submariner e aziona un potentissimo Magnete che fa volar via il cucchiaino dal caffè del suo capo, comunicandogli contestualmente che dovrebbe essere in grado di deviare anche i proiettili. Una volto solo Bond dimostrerà al suo pubblico l’uso improprio che si può fare di un gioiello simile. Recupera la sua bella compagna e le slaccia la lampo del vestito con l’orologio, asserendo che non si tratta di tocco vellutato (come asserisce lei) bensì di magnetismo.
Questo esemplare (ovviamente non funzionante) venne venduto all’asta di Christie’s in London del 1998 per una cifra superiore ai 70 milioni di lire. La moda anni 70 ma soprattutto gli sponsor influenzeranno in modo determinante la scelta degli orologi di Roger Moore nelle missioni successive. La United Artist stipula un contratto per quattro film con la casa di produzione di orologi giapponesi SEIKO.
L’esordio nipponico avviene con la spia che mi amava. 007 si trova in dolce compagnia all’interno di uno chalet di Montagna sulle alpi austriache, l’Inghilterra ha bisogno di lui. Per rintracciarlo inviano un messaggio sull’orologio di Bond che, dotato di una apposita scrivente, stampa il messaggio dal quadrante dell’orologio su una striscia che fuoriesce dalla cassa del suo SEIKO digitale.
In Moonraker la sezione Q trasforma un normale Saiko quartz LC in una potente arma distruttiva. Infatti all’interno di un comparto segreto appositamente creato, si potevano celare dell’esplosivo completo di cavo e detonatore. Premendo un pulsante dell’orologio si provocava l’esplosione. In solo per i tuoi occhi il Seiko di Bond era in grado di ricevere messaggi, che apparivano sul display a cristalli liquidi, ed era possibile utilizzarlo come ricetrasmittente in qualsiasi parte del mondo. Resterà negli annali il breve sketch finale nel quale Margaret Tatcher, convinta di parlare a 007 sul suo orologio dialogherà con Max (il pappagallo di Melina) fino a quando l’orologio non finirà in fondo al mare Egeo nei pressi di Corfù.
L’ultima missione in cui vediamo impiegare gli orologi della casa giapponese è Octopussy. Qui il geniale vecchiettino della sezione Q, riesce a combinare all’orologio da polso di 007 un trasmettitore a distanza da posizionare addosso al nemico. Una volta effettuata questa non semplice operazione era possibile seguirne le mosse tramite una radio bussola che utilizzava il disply a cristalli liquidi e, con l’aggiunta di una MontBlanc, (anch’essa opportunamente elaborata ) era possibile seguirne perfino le conversazioni.
Nel 1989 in vendetta privata il Rolex Submariner appare per l’ultima volta al polso di 007. La scena è assolutamente degna del miglior Bond. Quando inquadrano la mano della controfigura di Timothy Dalton, mentre fa sci d’acqua a piedi nudi appeso ad un idrovolante tramite la corda di un fucile subacqueo, solo l’appassionato di cinema più attento può notare questo particolare. In ogni caso niente pubblicità solo tradizione.
Con l’arrivo di Pierce Brosnan, la Omega fa il suo ingresso massiccio nel mondo Bond. L’ormai anziano ma sempre vispo Mr. Q decide che per il suo pupillo il miglior orologio sul mercato in grado di unire eleganza, funzionalità e facilità di elaborazione sia il Sea Master della Omega. Un gioiello in acciaio con quadrante blu. Questo gadget subisce delle continue migliorie nel continuo evolversi delle missioni. Nel 1995 in Goldeneye era dotato di un potentissimo raggio laser utilissimo per tagliare le lamiere dei vagoni ferroviari. Nel 1997 ne il domani non muore mai viene dotato anche di un detonatore con comando a distanza. Nel 1999 il mondo non basta, così come i trucchi fino ad ora apportati al Sea Master di Bond. Infatti viene inserito anche un gancio con cavo d’acciaio per potersi appendere in caso di estrema necessità e un potente impianto di illuminazione che gli consentirà di cavarsela perfino sotto le valanghe. Insomma come dice la bella Izabella Scorupco è proprio il caso di dire Boys with toys. Ragazzi con giocattoli…che Bond, per la gioia del suo paterno amico Q, tratta con abituale disprezzo.
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