Mi complimento con i precedenti latori della discussione in particolare con Giorgione che ogni tanto svela le sue potenzialità tecniche

Comunque credo vada fatta sempre una distinzione tra le opinioni personali sempre ben accette e le disquisizioni tecniche relative ad un movimento.
Questo quello che credo si possa piuttosto oggettivamente dire riguardo il calibro in oggetto:
E' un calibro concepito ed eseguito seguendo linee concettuali "innovative e non tradizionali".
Mi sembra eseguito in maniera piuttosto curata.
Non è modulare propriamente detto (lasciando stare le platine calendario aggiuntive che per definizione non sono integrate) visto che per modulare dovremmo intendere un movimento in cui la platina cronografica potrebbe essere tolta ed applicata ad un qualunque altro movimento base solo tempo, allo stesso tempo la disposizione degli organi preposti allo smistamento delle funzioni cronografiche sono "meno integrate" nella macchina come siamo abituati a vedere negli esempi di movimento crongrafici "classici".
Il sistema a cui fa riferimento Giorgione riguardo questo passo:
Inoltre per l’azionamento della cronografia ha un innovativo sistema a frizione: la ruota gira sempre e la frizione fa si che parta anche la sfera cronografia. Questo permette di annullare lo scatto iniziale del crono ed permette inoltre l’uso continuo della sfera cronografia senza usure aggiuntive per il movimento.
è il sistema di innesto della cronografia a frizione verticale utilizzato tra i primi da Seiko con i suoi movimenti cronografici 613x ed utilizzato dalla maggior parte dei movimenti cornografici di nuova generazione (rolex 4130 e F.P. 1185 per fare un esempio) ovviamente rivisto e corretto da Patek, sistema utile anche per risparmi di "spazio" nel progetto.
Credo anche io sarà un calibro "storico" aldilà delle opinioni personali a riguardo, in effetti è il Primo crono automatico tutto made in patek...
Ora le considerazioni personali, (che come tali vanno considerate) su questo calibro utilizzando quanto scrissi alucni mesi fa su quest'orologio:
Da Patek mi aspettavo altro per il suo crono in house... anzi me lo aspettavo ma speravo altro... dico questo senza voler criticare l'orologio in se ma la "vena tecnica" che sembra incominciare a vedersi tra le righe della Patek nuovo corso...
Questa storica maison ha fatto del "passato" la sua vera arma per molti decenni e forse con questo "passato" (che nell'immaginario collettivo corrisponde più a sapienti artigiani che a elaborazioni CAD) ha continuato ad essere parzialmente giustficata nei listini...
Ora incomincia a seguire una via (a mio parere già intravista nei calendari annuali) che non è criticabile a priori, forse lo è però all'interno proprio di questo identità filolologica che è stata il suo blasone, e forse la sua fortuna.
Il calibro di per se è bello, non è un vero modulare ma nemmeno una macchina "old style" che mi aspettavo da un calibro made in Patek...
Probabilmente è una mia sensazione ma credo sia semplicemente l'inizio della genuflessione della grande maison verso dettami produttivi ed economici tipici di un'azienda che deve vendere e guadagnare senza farsi tanti scrupoli verso chi paga prezzi salatissimi per l'enfasi del vecchio e buon Patek fatto come si facevano gli orologi una volta a fatica conquistata negli anni.
Dal punto di vista commerciale niente da dire, e pur sempre un'azienda che fa del ricavo il suo obbiettivo, dal punto di vista prettamente passionale questa "tendenza evolutiva" non mi piace su un Patek anche in considerazione dei costi, tendenza evolutiva che sta dando in pasto al nuovo possibile target Patek i nuovi nautilus ed in particolare il nuovo nautilus crono (solo a nominarlo provo una certa idiosincrasia).
Insomma non critico questo tipo di evoluzione in se , la critico se firmata Patek, e soprattutto con i prezzi di Patek che a mio modo di vedere erano in parte (ma neanche tanto) giustificabili contrapponendo frasi tipo "si , ma Patek è Patek" frase questa che posso ancora immaginare di fronte ad un calibro CH R27-525 PS del crono sdoppiante Patek con la cassa Officer da 34mm, ma che non vedo ben abbinata ad un CH 28-520 IRM QA 24H (già il numero di sigle dà l'idea di quanto e come vorrano utilizzarlo).
Riguardo infine la mia visione globale sulle tendenze attuali:
queste prassi in auge da parecchio anche in altre maison, lasciano credere alla fascia bassa-media della propria clientela (che comunque spende decine di migliaia di euro e che quindi in assoluto è alta-altissima) di essere riuscita a raggiungere il famoso olimpo Patek corroborando il tutto con ampie dotazioni dal punto di vista delle complicazioni aggiunte (ho visto infatti molti pareri favorevoli sul prezzo di vendita del 5960 che a molti sembra molto aggressivo mentre a me sembra in verità abbastanza alto) mentre secondo il mio modo di vedere non è il numero o il tipo di complicazione ma la complessità e la cura per ottenerla che dovrebbe fare il prezzo.
Strada questa della complicazione (a prima vista) "a buon mercato" già intrapresa da altri orologi patek come il 3712 o gli annuali e che se da un alto è positiva deve essere valutata con attenzione e posizionata secondo un sano rapporto qualità prezzo.
Insomma il mio cruccio è che, per un ovvio fattore di domanda-offerta, se questa è la tendenza di maison storiche questa probabilmente è la richiesta (ed il filone da spremere) quindi non vorrei che il futuro sarà di chi la "incarta" meglio ad una parte di appassionati che (ovviamente in buona fede) crede di acquistare il top mentre riceve un semplice e piuttosto facile da produrre "top massificato" che è molto meno pregevole di un "semplice, curato e davvero ben fatto " probabilmente non approfondendo la valutazione oggettiva fidandosi ciecamente del brand.
Questo assolutamente in senso lato e senza voler criticare chi ama e possiede questi orologi, credo però che ancor di più ora ed in futuro bisognerà adottare sempre e comunque un'attegiamento critico e disincantato lasciando da parte fenomeni di "fidelizzazione" che sono il pane degli uffici marketing.
Scusate il polpettone, per chi non ha voglia e/o tempo sintetizzo:
Il calibro del 5960P è un calibro a mio parere ben fatto (a parte qualche problemino di gioventù che è giustificabile per questo) è sicuramente un passo evolutivo nella storia Patek, e sarà senza dubbio l'inizio di un un nuovo corso, per questo credo diverrà "storico" in futuro, allo stesso tempo continuano senza dubbio a piacermi di più altri tipi di approcci concettuali nella creazione di un calibro cronografico che dovrebbe rappresentare il top di categoria.