Uno dei problemi che assillava i costruttori di orologi era la poca omogeneità nell’erogazione dell’energia da parte della molla.
Nel grafico sotto vediamo come la forza erogata sia molto alta quando la molla è tutta carica, mantiene un rendimento abbastanza costante durante la fase centrale del suo lavoro, per poi diminuire repentinamente l’energia erogata negli ultimi giri di carica.

Ora, è chiaro che quando la molla è caricata al massimo si presentano dei problemi che rendono difficile il corretto funzionamento dell'orologio: il fenomeno della "ribattitura", è uno di questi per esempio.
Quando arriviamo alla fine della carica invece, la diminuzione della forza che viene erogata crea problemi di natura opposta.
Per far lavorare la molla solo nella fase centrale della sua carica si utilizzarono dei dispositivi, il più famoso è la croce di Malta.
Questo dispositivo è composto da due ruote.

La ruota di destra, quella con un solo dito e con la sezione quadrata al centro, (AB) è quella che va fissata all'albero del bariletto, (il quadro al centro). Quando si carica l'orologio, e nel senso contrario quando si scarica, la ruota fissata all'albero del bariletto ruota anch'essa e fa spostare la ruota di sinistra, fissata al bariletto con una vite (V), ogni volta che il dito (D) trova un incavo (I).
Questo finché non si trova la sezione concava della ruota di sx ( C ) che non consente più l'avanzamento della ruota trascinata dall'albero del bariletto.
Tutto questo, posizionando correttamente le due ruote, consente di non caricare e non far scaricare del tutto la molla, facendola lavorare nella sua parte centrale, ed avendo una erogazione dell'energia più stabile e costante.
Ci sono altri dispositivi per il controllo dell’erogazione dell’energia della molla che vedremo più avanti.