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Autore Topic: Considerazioni sull'impermeabilità  (Letto 2543 volte)
il falegname
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« Risposta #15 il: 11 Maggio 2007, 15:40:40 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

Daniele
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Thom
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« Risposta #16 il: 11 Maggio 2007, 15:44:44 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

Daniele
Giustissimo...
Se poi prendiamo il caso dell'Omega Seamaster Crono, primo cronografo con i pulsanti della cronografia azionabili in immersione, è un ottimo esempio di sistema di impermeabilità.. ;)
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Lancillotto
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« Risposta #17 il: 11 Maggio 2007, 18:50:29 »

Complimenti per la competenza ...  :)
Grazie   ;)
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vrolok
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« Risposta #18 il: 11 Maggio 2007, 22:22:43 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

Daniele

giustissimo. pero ho un dubbio: il pericolo di infiltrazione attraverso la corona non serrata e' tanto possibile quanto quello attraverso i pulsanti non avvitati? insomma sono esposti a rischio allo stesso modo? Lo dico perche ho visto modelli con la corona serrabile ma i pulsanti no! Che senso ha dunque???
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il falegname
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« Risposta #19 il: 12 Maggio 2007, 01:22:18 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

Daniele

giustissimo. pero ho un dubbio: il pericolo di infiltrazione attraverso la corona non serrata e' tanto possibile quanto quello attraverso i pulsanti non avvitati? insomma sono esposti a rischio allo stesso modo? Lo dico perche ho visto modelli con la corona serrabile ma i pulsanti no! Che senso ha dunque???

Ho dimenticato l'Omega, ma credo rappresenti un caso a parte. Per tutti gli altri crono con pulsanti non a vite io non consiglio neanche il bagno, se non a orologio praticamente nuovo. bastano pochi mesi e l'usura potrebbe ridurre l'impermeabilità di molto.

Daniele
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Thom
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« Risposta #20 il: 12 Maggio 2007, 10:19:10 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

Daniele

giustissimo. pero ho un dubbio: il pericolo di infiltrazione attraverso la corona non serrata e' tanto possibile quanto quello attraverso i pulsanti non avvitati? insomma sono esposti a rischio allo stesso modo? Lo dico perche ho visto modelli con la corona serrabile ma i pulsanti no! Che senso ha dunque???

Ho dimenticato l'Omega, ma credo rappresenti un caso a parte. Per tutti gli altri crono con pulsanti non a vite io non consiglio neanche il bagno, se non a orologio praticamente nuovo. bastano pochi mesi e l'usura potrebbe ridurre l'impermeabilità di molto.

Daniele
Prevenire è sempre meglio che curare.. ;)
Però bisogna fare delle distinzioni..
L'impermeabilità serve per prima cosa a non fare entrare acqua all'interno della cassa per non alterare il movimento. Esempio sono gli sforzi Wildorf per la realizzazione della cassa Oyster "ostrica"..
Oggi con gli orologi moderni, il problema non sussiste più.
Ora dipende tutto da cosa uno vuol fare con l'orologio al polso.
Nuotata in piscina, al mare, al lago... NO problem... Ricordatevi di sciacquare l'orologio con acqua dolce una volta rientrati a casa, per togliere le impurità, salsedine o cloro.
I Tuffi.. Come abbiamo detto prima, forse è meglio un orologio con una impermeabilità minima di 10 atm.. Corona ovviamente a vite con "spallette di protezione"...
Poi arrivano l'apnea e le immersioni a certe profondità..
E qui entrano in gioco i veri e propri subacquei...
Che per essere chiamati veri e propri subacquei, devono avere:
una impermeabilità garantita di almeno 10atm, anche se oggi si sta parlando di portarla almeno a 30 atm...
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ilcommesso
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« Risposta #21 il: 12 Maggio 2007, 12:59:56 »

L'impatto generato da un tuffo con orologio in acqua equivale a sbattere l'orologio contro un materiale solido: ad alta frequenza o velocità un fluido come l'acqua aumenta di viscosità e "sembra" solido perchè assume un comportamento reopessico (come le vernici da infissi esterni che più si cercano di stendere e più diventano dure).
Quando vi tuffate in acqua ed entrate male immagino ricordiate il dolore che si prova: sembra di sbattere per terra!  :o:
Per informazioni sui fluidi leggete qualcosa sulla reologia, riguarda tantissimi aspetti della vita quotidiana.  ;)
Inoltre a mio avviso un bracciale troppo largo potrebbe causare problemi anche al polso per sfregamento e blocco istantaneo dello stesso sull'articolazione.
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technicum
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« Risposta #22 il: 12 Maggio 2007, 20:06:58 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

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Se poi prendiamo il caso dell'Omega Seamaster Crono, primo cronografo con i pulsanti della cronografia azionabili in immersione, è un ottimo esempio di sistema di impermeabilità.. ;)
molto interrante, infatti credo che quelle simil viti attorno alla base dei tasti crono del planet ocean servano per accrociare di molto il tasto(facendogli perdere le caratteristiche assimilabili a quelle di oggetto snello) per evitare che fletta facendo entrare l'acqua...
Mi associo ai saluti per il gentile e preparatissimo Amministratore.
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Ibis-redibis-non-morieris-in-bellum
Thom
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« Risposta #23 il: 12 Maggio 2007, 22:17:42 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

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Giustissimo...
Se poi prendiamo il caso dell'Omega Seamaster Crono, primo cronografo con i pulsanti della cronografia azionabili in immersione, è un ottimo esempio di sistema di impermeabilità.. ;)
molto interrante, infatti credo che quelle simil viti attorno alla base dei tasti crono del planet ocean servano per accrociare di molto il tasto(facendogli perdere le caratteristiche assimilabili a quelle di oggetto snello) per evitare che fletta facendo entrare l'acqua...
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Esatto Gian, la chiusura a vite oltre all'impermeabilita' serve proprio per proteggere anche i pulsanti della cronografia..
Ma ho ancora tanto da dirvi su questo argomento... ;)
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« Risposta #24 il: 12 Maggio 2007, 23:33:21 »

Secondo me, anche se viene dato per scontato, bisogna considerare che la corona deve essere serrata a vite. Ci sono molti orologi con un'impermeabilità fino a 10 atmosfere, ma con pulsanti o corona non serrati a vite. In questo caso il picco di pressione istantaneo potrebbe anche far entrare l'acqua, perché la corona potrebbe leggermente flettere sull'albero di carica (uguale per i pulsanti, sui perni di comando). Con la chiusura a vite, invece, il tutto è ben più solido.

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molto interrante, infatti credo che quelle simil viti attorno alla base dei tasti crono del planet ocean servano per accrociare di molto il tasto(facendogli perdere le caratteristiche assimilabili a quelle di oggetto snello) per evitare che fletta facendo entrare l'acqua...
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Esatto Gian, la chiusura a vite oltre all'impermeabilita' serve proprio per proteggere anche i pulsanti della cronografia..
Ma ho ancora tanto da dirvi su questo argomento... ;)

ma il planet ocean non ha i tasti a vite, quelle strutturine li sono fisse. secondo me sono congegnate così per ricordare una vite, in realtà accorciano solo la parte esterna del tasto crono, sono un "prolungamento della cassa". accorciando il tasto si limitano flessioni, l'anello nella linea di contatto le impedisce e inoltre creano lo spazio per un sistema di impermeabilità.
questa è l'idea che mi son fatto.
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« Risposta #25 il: 12 Maggio 2007, 23:46:51 »

me lo sono sempre chiesto: "durante un tuffo da una piattaforma a 5mt, a che atm potrà essere paragonato l'impatto con l'acqua di una piscina?"

Posso fidarmi di un 10atm?

Non rischiare con meno di 20atm?

Vai tranquillo con almeno 30atm?

Grazie per le eventuali risposte

E' un calcolo abbastanza complesso da fare.
Facile calcolare la velocità a cui l'orologio entra in acqua ma poi iniziano i problemi nel valutare gli effetti dell'urto.
Di solito si verifica la deformazione che i materiali hanno subito alla fine dell'impatto in modo da risalire allla forza media che ha contraddistinto l'evento.
Non so, ma temo che con l'acqua sia un pò complicato (a deformarsi è solo l'acqua) e molto dipende da come l'orologio entra in contatto con il liquido.
In fin dei conti i costruttori fanno solo prove statiche (e dimensionano vetri e guarnizioni in base a quelle).
« Ultima modifica: 12 Maggio 2007, 23:47:57 da TheNat » Loggato
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« Risposta #26 il: 23 Luglio 2007, 17:07:23 »

Un orologio per essere water-resistant deve subire un controlo a 10 atm durante 10 min con un peso  su la corona e i pulsanti di 5N heric

Norme NIHS 92-10   
                 92-11

 
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« Risposta #27 il: 24 Luglio 2007, 12:12:27 »

Calcolate che quando ci si tuffa da una altezza di un paio di metri in su, l'orologio subisce un urto non tanto inferiore a quello contro di un muro per esempio.
Pensate alle sollecitazioni sulla corona se fate un tuffo di testa per esempio...
Non sono a conoscenza di studi in merito, ma ritengo che l'impermeabilità minima, per essere sicuri, è di 10 atm..
 ;)

  okkey Thom qui bisogna che intervenga il sig. Pascal !  ( il corpo immerso in un liquido riceve una spinta pari al liquido spostato ) 
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« Risposta #28 il: 24 Luglio 2007, 14:32:46 »

Quando si fa un tuffo da qualsiasi altezza l'impato comprime tute le guarnizzione e rende l'orologio ancora piu impermeabile  :woot: :woot:

Tutti i orologi ano piu rischio di non essere impermeabile in un secchio d'aqua che a piu di 10 metri di profondita leo leo
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« Risposta #29 il: 24 Luglio 2007, 14:59:09 »

Quando si fa un tuffo da qualsiasi altezza l'impato comprime tute le guarnizzione e rende l'orologio ancora piu impermeabile  :woot: :woot:

Tutti i orologi ano piu rischio di non essere impermeabile in un secchio d'aqua che a piu di 10 metri di profondita leo leo

 :wacko:  blink


Impermeabilità - Norme ISO

Come accade per molte domande, "Ci posso nuotare?" dev'essere interpretata prima di dare una risposta. La domanda, in realtà, vuol dire: "Il mio orologio subirà dei danni se lo indosso mentre nuoto?".
Oggi molti orologi, forse la maggior parte, vantano un certo grado di resistenza all'acqua. Il quadrante può riportare la scritta "3atm", "30m", o "100ft". Ipotizzando di non voler immergersi oltre i 30 metri di profondità, non si dovrebbe --poter usare questi orologi per nuotare? La Federazione dell'Industria Svizzera di Orologeria (FHS) dice: "No, senza dubbio!". Per capire il perché, bisogna discutere la natura ed il significato delle prove d'impermeabilità.

 -Prove d'impermeabilità

Volendo sapere se il proprio orologio può essere indossato durante il nuoto, bisognerebbe provarlo proprio in quella condizione d'uso. Le prove ufficiali, però, non sono svolte in questo modo. I test devono essere semplici, economici da svolgere in maniera ripetibile e, di solito, non distruttivi. L'unico modo per provare un fiammifero è quello di accenderlo, ma un pezzetto di legno con un'estremità bruciata non serve più a niente. Per questi test, si usano delle prove a campione, per cui esistono standard di procedura appositi.

La funzione principale delle organizzazioni di standardizzazione è di stabilire delle procedure che certificano che alcuni prodotti o servizi hanno raggiunto un livello qualitativo adeguato a specifiche chiaramente definite. L'ISO, Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione, con sede a Ginevra, ha stabilito uno standard per l'impermeabilità negli orolgi: l'ISO 2281:1990. Lo standard specifica anche la terminologia che può essere usata in questo caso. In inglese, "water resistant", in francese "étanche" e in tedesco "wasserdicht". Sono previsti anche termini russi, giapponesi e cinesi.

Per poter attribuire questa caratteristica ad un orologio, esso deve superare degli specifici test, eseguiti in un modo ben definito. Si noti che l'orologio ha solamente superato i test nel momento in cui vi è stato sottoposto, spesso subito dopo l'assemblaggio in fabbrica. Dopo un periodo passato sotto le luci od al sole nella vetrina di un negozio, le guarnizioni in gomma possono perdere la loro elasticità perché il lubrificante siliconico si altera. Ciò accadrà comunque in seguito, durante l'uso dell'orologio.
Svolgimento dei test

Non è possibile eseguire i test previsti dalla norma ISO 2281 solamente con una macchina per il controllo dell'impermeabilità a pressione, del tipo usato dagli orologiai. Per essere definito come "water resistant", un orologio deve soddisfare un certo numero di requisiti. Per prima cosa, viene posto in una stanza con una differenza di pressione rispetto all'ambiente di 2 atmosfere (corrispondente alla pressione che si trova a 20 metri di profondità in acqua). Sono ammesse delle piccole infiltrazioni che non dovrebbero superare un certo livello. Gli orologi che superano questo test vengono:
1) immersi in 10 cm. di acqua per un'ora;
2) immersi in 10 cm. di acqua per 5 minuti con una determinata forza applicata alla corona ed agli eventuali pulsanti;
3) immersi in 10 cm. di acqua per 5 minuti ad ognuna delle seguenti temperature: 40°, 20° ed ancora 40°C.
Dopo ognuna di queste tre immersioni, l'orologio deve superare un test di condensazione. E' riscaldato fino a 40°C e viene fatta cadere una goccia di acqua a 18°C sopra al vetro. Dopo un minuto viene tolta. Non dovrebbero esserci segni visibili di condensa sotto al vetro. La condensa potrebbe indicare che è entrata dell'acqua nell'orologio. Comunque, tale condensa si può formare se l'orologio è stato assemblato in un paese caldo. I fabbricanti non hanno giustificazioni per non essere a conoscenza di questo fatto.

Il superamento delle prove ISO 2281 giustifica la descrizione "water resistant". Ulteriori descrizioni del livello di pressione, 30m, 50m, 100m, ecc... si riferiscono all'eventuale maggior pressione alla quale sono stati condotti i test rispetto alle normali 2 atmosfere.

Per evitare il formarsi di condensa durante il test ISO (18°C) o più semplicemente durante il bagno in una piscina (di solito con acqua ad almeno 26°C), l'umidità dell'ambiente nel quale è asssemblato un orologio impermeabile non dovrebbe superare questi valori:



L'umidità relativa esprime la quantità di vapore acqueo presente nell'aria come percentuale della quantità massima possibile alla temperatura ambiente. L'aria che a 18° è satura di vapore (100% di umidità) e causa la formazione di condensa nel test ISO, contiene 15,22 grammi d'acqua per metro cubo. A 30° l'aria satura di vapore (100% di umidità) contiene 30g d'acqua per metro cubo. L'umidità dell'aria dovrebbe essere inferiore al 50% (aria molto secca) per evitare la formazione di condensa nel test ISO (o durante un bagno al mare) se l'assemblaggio dell'orologio avviene alla temperatura di 30°.

In Svizzera, se nevica e l'aria satura di umidità dell'inverno a 0°C viene riscaldata nelle fabbriche fino a 20°, l'umidità relativa sarà inferiore al 30%, quindi l'assemblaggio avviene in condizioni ideali.

-Interpretazioni

La FHS definisce un orologio che supera la prova ad una pressione equivalente alla profondità di 30 metri sott'acqua come "resistente alla pioggia o a piccoli schizzi". Non è adatto al nuoto. Quest'attività può sottoporre l'orologio a pressioni più elevate, in quanto il polso viene mosso rapidamente nell'acqua. Inoltre, il test tollera un modesto livello d'infiltrazioni (50mg di aria per minuto, in una prova a secco) che non permetterebbe immersioni prolungate. Il test non offre garanzie in altre condizioni di impiego, come potrebbe essere quella di una vasca da bagno piena d'acqua calda saponata.

La FHS dice che un orologio testato per i 50m (5atm) può tollerare l'impiego durante il nuoto (ma non l' apnea od i tuffi), che i 100m sono il minimo per l' apnea e i 200m per le immersioni con le bombole. E' importante rilevare che la Federazione non dice che si può nuotare con l'orologio al polso fino alla profondità indicata. Dice che un orologio che ha superato un test statico a 50m dovrebbe essere adeguato per nuotare "moderatamente" e uno che ha superato un test a 200m non dovrebbe subire infiltrazioni durante le immersioni con le bombole. Quando gli orologi sono testati in occasione delle riparazioni, di solito sono sottoposti solo alla prova a pressione. L'orologio è considerato ancora soddisfacente la ISO 2281 se i risultati rispettano le specifiche originarie, ma questo non è necessariamente vero se i test di immersione non vengono ripetuti.

Affinché un orologio sia qualificato come "diver" deve soddisfare la ISO 6425:1996. Questa richiede un test di pressione in acqua con durata di due ore alla pressione corrispondente alla profondità per la quale l'orologio sarà garantito (di solito oltre 200m.); il test d'immersione è effettuato a 40°C e 5°C. L'orologio deve anche essere dotato di un sistema ben visibile di misurazione della durata d'immersione. Viene fornito un allegato per le immersioni a profondità molto elevate con miscele di gas.

Se non si trovano le norme 6425/1996 basta cercare le norme 2891/2003 dell’Arabia Saudita, praticamente identiche.
Una copia è qui: Saudi Arabian 2891/2003

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Coloro che s'innamorano di pratica senza scienza sono come nocchiero che entra in nave senza timone o bussola che mai ha certezza dove va - Leonardo da Vinci
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