"Tutto cominciò nel 1989, quando Ronald Winston, figlio del famoso gioielliere Harry - di cui citerò soltanto la mitica frase "If I could, I would place diamonds directly onto a woman's skin" - decise di mettersi a creare, oltre a gioielli destinati alle donne più belle di tutti i tempi, orologi alto di gamma.
Niente campagne pubblicitarie martellanti, niente conferenze stampa. Non tentate neppure di ricercare nella memoria il volto di Ronald Winston. Al pari del padre, non ama farsi riprendere in foto (ho cercato con insistenza ma non mi è riuscito di trovare un solo scatto) e preferisce di gran lunga che l'attenzione sia rivolta ai suoi prodotti.
Per ritagliarsi un posto di rilievo non aveva altre possibilità: doveva attorniarsi di persone "giuste". Quindi commissionò a due maestri orologiai di Ginevra, Jean-Marc Wiederrecht e Roger Dubuis, il primo calendario perpetuo doppio retrogrado.
Nel 1998 "catturò" il giovane Maximilian Büsser, che aveva fatto parlare di sé lavorando per Jaeger-LeCoultre nei sette anni precedenti, occupandosi di Product Management & Development e di Sales & Marketing per l'Europa.
Il resto è storia recente: la nascita della saga degli Opus. Il concetto è mescolare il DNA di Harry Winston con quello di diversi maestri orologiai. Le creature - passatemi questo termine, a rischio di apparire blasfemo - ereditano la somiglianza di ciascun genitore. Ogni Opus è dunque differente ma resta chiaramente riconoscibile come parte della famiglia Harry Winston.
Nel 2001, le prime nozze con F. P. Journe - insistentemente considerato come il vero erede di Breguet - hanno generato l'Opus 1, in cui non si fatica a riconoscere il cuore del tourbillon a forza costante di Journe.
La partnership con Antoine Preziuso, l'anno successivo, ha dato alla luce l'Opus 2: sontuoso tourbillon 110 hr double face con calendario perpetuo biretrogrado sul retro, giocato sui toni del blu e del platino, i colori di Harry Winston. Per questo i rubini furono sostituiti da zaffiri, le viti azzurrate e le lancette laccate in blu.
Dell'Opus 3 ancora si continua a parlare, come del suo creatore: Vianney Halter. L'indicazione rivoluzionaria dell'ora e della data entro sei piccole finestrelle circolari ha decisamente rotto qualsiasi schema preesistente. È perfino riuscito a ruotare di 90 gradi l'asse di rotazione della corona di carica, che non è più ortogonale a quello delle lancette - come succede da che mondo è mondo - ma parallelo a queste. Al di là del clamore estetico, spicca un meccanismo tanto perfetto quanto rivoluzionario.
E siamo giunti all'Opus 4 di queste pagine. Il novello sposo è Christophe Claret, il mago della ripetizione a minuti. Per la verità, questi una scappatella con Harry Winston se l'era già concessa con l'Opus 2, di cui ha fornito l'ébauche su cui Preziuso ha aggiunto il modulo del calendario perpetuo.
Concludo precisando che - movimento a parte - la Casa produce da sé casse e bracciali e utilizza esclusivamente quadranti fatti da Les Cadraniers de Genève, azienda di cui è comproprietaria con Cedric Johner e F. P. Journe"


Opus 2 par Antoine Preziuso

Opus 3 by Vianney Halter

Opus 4 par Christophe Claret

Opus 5 par Felix Baumgartner

Opus 6 par Greubel Forsey

Opus 7 by Andréas strehler
