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Autore Topic: Gli Orologi Occidentali in Cina  (Letto 1307 volte)
Thom
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« il: 16 Maggio 2007, 11:07:32 »

Gli orologi occidentali in Cina
Storia della collezione imperiale da un punto di vista asiatico


L’orologio è tra le più importanti invenzioni dell’uomo. Le sue lancette ed il suo complicato funzionamento quantificano il concetto del tempo, a lungo non determinato. L’orologio è il risultato dell’intelligenza umana unita a conoscenza e abilità.
In Cina la produzione di orologi meccanici risale al 1088, quando fu realizzato una torre orologio, alimentata da corsi d’acqua, realizzata da Su Song. Il sofisticato meccanismo includeva la misurazione del tempo e la rotazione di pianeti e stelle. Durante il XIV secolo l’astronomia si separò dalla misurazione del tempo e gli orologi venivano realizzati con catene a pesi e con scappamenti. Molti studi furono effettuati in questo campo e forse la Cina sarebbe stata in grado di realizzare gli orologi moderni. Ma sfortunatamente questo non avvenne. Infatti per comprendere lo sviluppo degli orologi meccanici e la creazione della collezione imperiale dobbiamo analizzare gli orologi meccanici importati dall’Occidente.

Breve storia degli orologi occidentali

L’ingegno umano ha dedicato molte energie alla misurazione precisa del tempo. L’invenzione degli orologi non è stata nè accidentale nè dovuta ad un singolo, ma è il risultato di continui sforzi e apprendimenti. I primi a realizzare orologi non furono contadini, mercanti o artigiani, ma ecclesiastici, per regolare la giornata di preghiera. Infatti quando suonano le campane, il fedele sa che è ora di pregare. All’inizio le preghiere erano solo diurne ma ben presto le campane iniziarono a suonare ad intervalli regolari, ed è cosi che nacquero gli orologi con suono al passaggio delle ore.
Secondo gli storici, il primo orologio con suono al passaggio delle ore fu quello del Duomo di Milano, nel 1335. Segnava il passaggio delle 24 ore in modo progressivo, un tocco per la prima ora, due per la seconda, tre per la terza e così via. Nel XIV e nel XV secolo numerose città europee installarono orologi nelle cattedrali e negli edifici del potere. Il suono delle ore regolava le attività quotidiane dei cittadini e pertanto divennero importanti per la loro vita. Nel 1481 i cittadini di Lione, Francia, fecero una petizione al comune affermando:”Sentiamo l’urgente necessità di un grosso orologio dal suono udibile in tutta la città. Questo porterà nuovi mercanti, i cittadini saranno più felici, le attività saranno meglio regolate, la città crescerà. Quando l’orologio suonerà, tutti i cittadini si fermeranno ad ascoltarlo.”

I primi orologi erano molto semplici. Non avevano quadranti e lancette, non potevano indicare l’ora attraverso un suono ed erano alimentati dalla forza peso. I loro movimenti erano composti da due parti: la forza motrice e lo scappamento. La ruota dello scappamento era regolata dall’organo di scappamento che ne assicurava la precisione.
Nel 1510 Peter Henlein sostituisce l’alimentazione della forza peso con una molla principale che rese possibile la realizzazione di orologi di piccole dimensioni.
Nel 1583 Galileo scoprì la teoria del pendolo. Su questa scoperta il matematico olandese Christian Huygens realizza un meccanismo a pendolo molto preciso.
Vent’anni dopo inventò il bilanciere e l’organo regolatore e da allora gli orologi furono sempre più piccoli e facili da trasportare.
Grazie alle invenzioni di Huygens, il XVII secolo fu un secolo caratterizzato da grandi invenzioni per migliorare la precisione degli orologi.
A quel tempo i migliori orologi avevano uno scarto di due minuti al giorno. Gli orologi di piccole dimensioni divennero molto popolari, personalizzabili e non più destinati a una elite di persone.
Con le Rivoluzioni Industriali, gli atelier aumentarono soprattutto a Londra, Parigi e Ginevra che divennero le capitali dell’industria orologiera.
L’invenzione degli orologi migliorò notevolmente la qualità della vita dell’umanità. E’ quasi incredibile pensare come in un secolo, gli orologi abbiano permesso ai missionari di raggiungere le parti più impenetrabili della Cina e diffondere la loro religione.
 
Orologi e diplomazia

I missionari occidentali furono i primi ad introdurre gli orologi in Cina. A partire dal 1540 il Cristianesimo ed altre religioni cominciarono ad essere accettate, nonostante un Paese ostile agli occidentali. I missionari dovettero lavorare molto per essere accettati e dovettero imparare il cinese per migliorare la comunicazione. Introdussero orologi complicati in Cina, con la speranza di conquistare la fiducia dei ricchi e dei potenti. Nel 1598, in una lettera un missionario scriveva:” Spero che il Vaticano mi invii un orologio complicato che possa suonare al passaggio delle ore e che faccia un suono chiaro e forte. Sarebbe anche auspicabile che mi inviassero uno di quei piccoli orologi che ho visto con il Cardinale prima di lasciare Roma, uno che possa anche dare l’ora”.
Dopo anni di affari con i cinesi e presentandogli orologi e altre importanti invenzioni occidentali, nel 1583 il governatore di Zhaoqing concedette un terreno ai missionari Ruggieri e Ricci all’esterno della città di Zhaoqing. Così venne eretta la prima chiesa in Cina. Ricci dispose molti oggetti occidentali, tra cui un orologio, all’interno della chiesa. Suscitò molto interesse e numerose persone iniziarono a frequentare la chiesa. I missionari divennero tanto famosi che Ricci scrisse:” Sin dai giorni di S. Francesco gli sforzi dei missionari occidentali in Cina per essere accettati furono vani. Ora questo sogno si è avverato”. Gli orologi erano la chiave del successo. Ricci, che nel frattempo era diventato famoso e rispettato, considerava gli orologi un importante strumento per promuovere la fede cristiana.

I primi orologi a suoneria

Gli orologi permisero ai cinesi di misurare il tempo in modo pratico ed affidabile. L’abilità tecnica per la realizzazione di un orologio arricchì le conoscenze tecniche dei cinesi. Nella dinastia Ming lo scrittore Xie Zhao Zhi scrisse:” un missionario occidentale possiede un orologio meccanico che suona al passaggio delle ore. Questa precisione, assente per anni, è miracolosa”. Ben presto gli orologi di stile occidentale cominciarono ad essere realizzati in Cina. Nel 1583 venne registrato il primo orologiaio cinese. Due missionari, Matteo Ricci e Michele Ruggieri, erano in buoni rapporti con Wang Yang, il governatore della provincia di Zhaoqing. Ma Ruggieri, volendo espandersi nell’area di Macao, gli fu chiesto da Yang un orologio a buon prezzo. Il missionario non avendo abbastanza soldi, chiese ad un orologiaio insediato a Macao, ma originario di Goa in India, di raggiungerlo a Zhaoqing. Il governatore Wang accolse l’orologiaio e gli chiese di realizzare un orologio a suoneria per la chiesa locale. Nonostante le avversità tra missionari e cinesi, il primo orologio cinese fu realizzato. L’orologiaio indiano insieme a due apprendisti, tornati a Macao furono i primi orologiai di orologi occidentali in Cina.

Nanjing fu un altro centro d’orologeria in Cina, dove nel 1598 Ricci introdusse orologi ed altri oggetti occidentali. Nel 1611 Wang Fu Chu realizzò il suo primo orologio, appena 10 anni dopo la prima visita di Ricci a Nanjing. Nello stesso periodo a Shanghai si videro i primi orologi. Nel “Yunjianzhashi” Li Zhao Wan scrisse:” Ricci possiede un orologio che suona 12 volte al giorno. Suona una volta nelle ore di “Zi”, due volte nelle ore di “Chao” e dodici volte nelle ore di “Hai”. Recentemente l’orologiaio di Shanghai ha realizzato un orologio più grande di quello d’oltremare”. Ma nonostante ciò la qualità di questi orologi non era paragonabile con quelli d’oltremare.
Copiare gli orologi occidentali non fu l’unico modo di apprendimento.
Nell’inverno del 1615 Wang Fei (1571-1644), un esperto in meccanica, incontrò Pantoja e due missionari e fu convertito al Cristianesimo. I missionari gli insegnarono la teoria dell’orologeria e nel 1626 scrisse il primo libro sull’orologeria con alcuni disegni. Da notare come Wang non si limitò a copiare gli orologi ma aggiunse, a parte, alcune sue invenzioni.
Nella tarda dinastia Ming, Xuguangchi scrisse un libro sugli orologi a suoneria e sui loro costi di produzione. Le sue considerazioni furono a lungo altamente stimate.

Il missionario Alvaro Semedo visse 28 anni in Cina e al suo ritorno in Occidente scrisse:” I cinesi erano molto invidiosi degli orologi meccanici occidentali e hanno incominciato a realizzarli. Sono riusciti a produrli anche in misure più piccole”.

Alcuni decenni dopo l’introduzione degli orologi in Cina, i missionari insegnarono a numerosi discepoli le teorie dell’orologeria, soprattutto nelle regioni di Zhaoqing, Shaozhao, Nanjing, Songjiang e Shanghai. Fino alla dinastia Qing, i primi orologi realizzati non erano molto complicati e la qualità non era paragonabile a quella occidentale. Nonostante ciò, in Cina nacque la prima industria orologiera.

Orologi nelle città perdute

I missionari volevano portare il Cristianesimo in tutta la Cina. Per farlo dovevano ottenere il “permesso” dell’Imperatore e gli orologi divennero un ottimo strumento diplomatico.
Ricci e Pantoja  tentarono di portare il Cristianesimo a Beijing sin dal 1598. Ma solo nel maggio del 1600, grazie all’aiuto di persone influenti e portando in dono alcuni orologi, riuscirono a “pagare il loro rispetto all’Imperatore”. Quando entrarono nella città perduta, il 3 luglio, incontrarono l’eunuco Ma Tang. Gli dissero di avere importanti doni per l’Imperatore e Ma informò l’Imperatore ben due volte ma non ebbero risposta. In seguito l’Imperatore Wanli si accorse di un orologio e ne chiese la provenienza. E fu così che vennero accolti a Palazzo.

L’Imperatore fu incuriosito da due orologi, uno grande e uno piccolo. L’Imperatore ordinò a Ricci di regolare l’orologio più grande che suonava al passaggio delle ore. Ricci fu sorpreso di vedere una tale folla intorno all’orologio. Ricci disse all’Imperatore che l’orologio, realizzato dai migliori orologiai, poteva suonare in modo differente le ore diurne e notturne e di poter insegnare il suo funzionamento in pochi giorni. L’Imperatore ordinò a quattro apprendisti di imparare la teoria dell’orologeria in tre giorni. Ricci ci riuscì in soli tre giorni e venne realizzato, per la prima volta, un vocabolario in cinese. Al termine l’Imperatore volle vedere nuovamente l’orologio.

Quando udì il suono dell’orologio ne fu entusiasta e ringraziò generosamente Ricci e l’eunuco Ma.

All’interno del Palazzo non c’era una stanza dove poter alloggiare l’orologio, così l’Imperatore ordinò a Ricci di costruire una torre per la fine dell’anno. La torre fu costruita nel giardino privato dell’Imperatore e costò 1.300 barre d’argento. L’Imperatore portava sempre con sé l’orologio più piccolo per il piacere di ascoltarlo e, per assicurarsi del suo corretto funzionamento, ordinò a due dei quattro apprendisti di Ricci di caricarlo regolarmente.
Si narra che la madre dell’Imperatore, interessata dalla novità, chiese di poter vedere l’orologio.
L’Imperatore preoccupato che l’orologio non gli fosse più restituito, ordinò di toglier la molla all’orologio prima di presentarlo alla madre. Ad orologio fermo, la madre perse l’interesse e lo restituì dopo pochi giorni.

Questi furono i primi orologi ad entrare a Palazzo. Successivamente Ricci donò altri orologi alla Corte Ming e divennero un passatempo popolare.



L’orologeria alla Corte Imperiale Cinese

Nella dinastia Ming gli orologi erano molto rari. Nella dinastia Qing gli orologi erano in tutto il Palazzo. Molti Imperatori nutrivano interesse sull’orologeria, come dimostra il poema sugli orologi dell’Imperatore Qiang. Quasi tutti i sovrani di questa dinastia scrissero poemi sugli orologi.
Molti sono raccolti ne “I Poemi degli Imperatori”, che ci permettono di capire l’attitudine degli Imperatori sull’orologeria.

Nel 1694 l’Imperatore Kangxi donò a un missionario portoghese un ventaglio con raffigurato un orologio e un poema. “L’Occidente ci ha insegnato l’arte dell’orologeria. La catena e gli ingranaggi, permettono il mio arrivo puntuale ogni mattina alla corte per amministrare i miei doveri”.

L’Imperatore Yungzheng scrisse due poemi sull’orologeria, in cui in uno afferma: “La realizzazione degli orologi è un miracolo; giorno e notte non sono più confusi. Il tempo viene scandito in modo preciso, come se qualcuno suonasse la campana”.

Durante il periodo di Qianlong, la scienza non fu sostenuta, in quanto gli Imperatori preferivano le complicazioni per l’intrattenimento piuttosto che la precisione della misurazione del tempo. In un poema, l’Imperatore Qianlong afferma:” I preziosi orologi arrivano da lontano, sono così ben realizzati che superano la bellezza dei tesori di Palazzo. Il tempo viene dato dal suono dell’orologio, attraverso catene e ingranaggi. Si può fermare la suoneria dell’orologio semplicemente non ricaricandolo più”. Possedere un orologio era diventato sinonimo di potere e ricchezza. Per questo motivo furono molti gli orologi importati durante la dinastia Qianlong.

Gli Imperatori succeduti a Qianlong ebbero un differente approccio.
L’Imperatore Jialing considerava gli orologi come uno strumento per ricordargli l’importanza del tempo e su come saggiamente amministrare la sua corte. Scrisse: “Gli orologi funzionano giorno e notte; le catene e gli ingranaggi sono costantemente in moto, non sono mai logori o stanchi”.
L’Imperatore scrisse poemi sull’importanza degli orologi e su come hanno cambiato la sua vita.
Dopo alcuni secoli gli orologi a suoneria e il concetto della misurazione del tempo raggiunsero lo stesso livello d’attenzione.

Nella cultura cinese gli orologi hanno avuto un ruolo rilevante. Sin dalla dinastia Ming, numerosi Imperatori dimostrarono grande interesse per l’orologeria.
Gli orologi importati dai missionari occidentali non hanno solo soddisfatto la curiosità dei cinesi ma hanno dato inizio a una lunga tradizione culturale sull’orologeria in Cina.
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« Risposta #1 il: 16 Maggio 2007, 11:08:34 »

Articolo scritto da Guo Fu Xiang, ricercatore del museo della città perduta, Cina.
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« Risposta #2 il: 16 Maggio 2007, 21:06:14 »

""Secondo gli storici, il primo orologio con suono al passaggio delle ore fu quello del Duomo di Milano, nel 1335. Segnava il passaggio delle 24 ore in modo progressivo, un tocco per la prima ora, due per la seconda, tre per la terza e così via.""
Campanile della Chiesa di San Gottardo, voleva dire, infatti questo campanile e' visibile da "Via delle Ore",  non si vedono tracce dell'orologio da almeno 200 anni, boh
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« Risposta #3 il: 17 Maggio 2007, 11:09:11 »

Non ho capito Luciano...
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« Risposta #4 il: 17 Maggio 2007, 20:44:50 »

Mi scuso per aver quotato malissimo heric
Ho preso il pezzo del tuo post dove scrivi:
""Secondo gli storici, il primo orologio con suono al passaggio delle ore fu quello del Duomo di Milano, nel 1335. Segnava il passaggio delle 24 ore in modo progressivo, un tocco per la prima ora, due per la seconda, tre per la terza e così via.""
Come mia risposta dovevo scrivere:
Si racconta che il primo orologio italiano fu posto sul campanile della Chiesa di San Gottardo, tra l'altro, la via vicino a questa chiesa si chiama "via delle ore"; quindi, scrivere "orologio del duomo di Milano", non e' corretto.
Ultimamente, la Signora Addomine, ha scoperto, quello che dovrebbe essere il piu' antico orologio da torre oggi esistente, quello del palazzo comunale di Chioggia, scoperta davvero interessante, pubblicata sull'ultimo numero de "La voce di Hora"
Ciao e scusa ancora per come mi sono spiegato.
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« Risposta #5 il: 17 Maggio 2007, 21:48:46 »

Mi scuso per aver quotato malissimo heric
Ho preso il pezzo del tuo post dove scrivi:
""Secondo gli storici, il primo orologio con suono al passaggio delle ore fu quello del Duomo di Milano, nel 1335. Segnava il passaggio delle 24 ore in modo progressivo, un tocco per la prima ora, due per la seconda, tre per la terza e così via.""
Come mia risposta dovevo scrivere:
Si racconta che il primo orologio italiano fu posto sul campanile della Chiesa di San Gottardo, tra l'altro, la via vicino a questa chiesa si chiama "via delle ore"; quindi, scrivere "orologio del duomo di Milano", non e' corretto.
Ultimamente, la Signora Addomine, ha scoperto, quello che dovrebbe essere il piu' antico orologio da torre oggi esistente, quello del palazzo comunale di Chioggia, scoperta davvero interessante, pubblicata sull'ultimo numero de "La voce di Hora"
Ciao e scusa ancora per come mi sono spiegato.
Grazie per aver chiarito ;)
Sai credo che anche si sia ben documentato, alcune cose non arrivino fino in Cina...
Molto interessante la tua Info, hai dei documenti da postare?
Sai potremmo farli passare e così puo correggere la sua informazione..
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« Risposta #6 il: 17 Maggio 2007, 22:03:53 »

Questo e' il link
http://www.hora.it/La%20voce%20di%20HORA/rivista21/prog%20rivista21.htm
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