amici di TZI,
termina ora il mio primo mese di "sperimentazione" sulla sensibilità di un calibro Rolex (il 3185, in particolare) alla posizione durante marcia

per circostanziare l'argomento, tutto è iniziato in relazione all'articolo pubblicato sul sito 'Vedolora' (
http://www.vedolora.it/precisiodettagli.html), un estratto del quale è il seguente:
<<
[...] Si deve tenere in considerazione che la velocità di marcia di un orologio meccanico dipende anche dalla posizione in cui si trova. E' probabile che nel corso di una giornata si susseguano fasi di accelerazione e rallentamento, che però alla fine si compensano a vicenda.
Questa caratteristica, nel caso di Rolex, può essere sfruttata per correggere piccoli errori di marcia. Se l'orologio è un po' lento, è opportuno lasciarlo durante la notte in posizione orizzontale, con il quadrante rivolto verso l'alto. Questa posizione dovrebbe favorire il recupero di qualche secondo. Se l'orologio è un po' veloce e guadagna alcuni secondi al giorno, invece, conviene lasciarlo in posizione verticale con la corona verso il basso. Questa posizione tende a rallentare leggermente la marcia del movimento. Se il difetto è più marcato, conviene lasciare l'orologio in posizione ancora verticale, ma con la corona verso l'alto, in quanto questa è la posizione che tende a rallentare maggiormente la marcia del movimento.>>
ebbene, ho proceduto così. partendo da un calibro che lasciava sul campo 5s/giorno di ritardo, ho deciso di riporlo in posizione statica orizzontale con il quadrante rivolto verso l'alto per non meno di 8 ore al giorno e non più di 10 (continuative). per le restanti 14/16 ore, l'ho indossato regolarmente durante una vitta piuttosto attiva, come sempre.
dopo 30 giorni esatti, il ritardo complessivo accumulato è stato di 120 secondi, anziché 150 come mi sarei aspettato.
posso quindi dedurre, ad una prima analisi del tutto empirica, che
nel mio caso il ritardo tipico del meccanismo di cui mi avvalgo è sceso da 5 a 4 s/giorno:
meno un secondo al giorno netto 
restando una prova a se stante, provvederò ad informarvi di eventuali sviluppi e, soprattutto, cercherò di capire in modo non invasivo come un meccanismo così preciso possa risentire così sensibilmente delle variazioni di gravità: magari qualcosa ne esce, più che altro come mera speculazione da appassionato.
PROSSIMA PROVA:
efficienza della carica, ossia una tentativo di correlare le 650 rivoluzioni del bilanciere (necessarie per una carica completa) ad un tempo di utilizzo 'medio' dell'orologio. calibro sempre 3185 Rolex, che per il momento mi faccio bastare ed avanzare

sperando di aver offerto qualcosa di interesse per il forum, saluti a tutti a presto.
EHV