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Autore Topic: quanto è efficiente la ricarica per un calibro Rolex?  (Letto 619 volte)
el hombre vertical
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« il: 04 Agosto 2008, 18:12:20 »

buongiorno a tutti.

ho appena letto alcune risposte ad un post precedente in questa stessa sezione, nel quale si dibatteva sulla possibilità o meno di interferire sul movimenti di taluni calibri Rolex semplicemente riponendoli in una certa posizione; bene, la domanda che mi sorge spontanea di conseguenza è la seguente: considerando le 24 ore giornaliere, quante ore 'di carica' sono necessarie per garantire un funzionamento a regime del meccanismo?

ovvero: qual'è il rapporto tra tempo 'al polso' rispetto a quello 'a riposo'?

in fondo, si tratta nè più nè meno che di efficienza del meccanismo e se -per ipotesi- fosse inferiore alla metà si potrebbe asserire che chi indossa regolarmente un Rolex si avvantaggi sempre della massima riserva di carica possibile (ad esempio una cinquantina di ore per un calibro 3185, se non erro..).


un grazie per chi vorrà spazzare via questa mia curiosità tecnica.

EHV
« Ultima modifica: 04 Agosto 2008, 18:12:47 da el hombre vertical » Loggato
Renato Z
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« Risposta #1 il: 06 Agosto 2008, 08:46:33 »

E’ difficile stabilire quante ora si debba indossare un orologio per avere la massima efficienza.
Dipende dal tipo di attività che si svolge mentre si indossa l’orologio.
Più giusto sarebbe considerare il numero di giri del rotore necessari per caricare il movimento.
Le ditte non forniscono dati ufficiali ma ci sono tabelle risultate da diverse prove in cui si trova questo dato.
Una è qui, per esempio: http://www.orbita.ch/17100.htm
In quella, si dice che i Rolex si caricano dopo circa 650 giri.
La questione quindi sta tutta nel vedere quanto tempo ci impiega una persona a far compiere questo numero di giri.
E questo dipende da quanto e come si muove quella persona durante la giornata.
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Coloro che s'innamorano di pratica senza scienza sono come nocchiero che entra in nave senza timone o bussola che mai ha certezza dove va - Leonardo da Vinci
el hombre vertical
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« Risposta #2 il: 06 Agosto 2008, 10:32:45 »

grazie mille, Renato.

la tua spiegazione è molto chiara ed esauriente, d'altronde già all'atto di postare la mia domanda avevo il dubbio che dipendesse molto dal tipo di attività che ciascuno di noi compie mentre 'porta a spasso' il suo bel segnatempo -che è una somma di eventi pressochè casuali-.

i valori forniti dal database di Orbita, comunque, sono molto chiari ed io stesso proverò empiricamente a stabilire una sorta di nesso numerico tra le 650 orbite necessarie al rotore Rolex (eccetto Daytona) ed il tempo di utilizzo al polso. chissà, magari riesco a trovare una logica valida per me e/o ad astrarre un valore più o meno standard di utilizzo.

vi farò certamente sapere degli sviluppi.


intanto sto provando, a titolo sperimentale, a lasciare per otto ore/giorno il movimento a riposo, con il quadrante rivolto in posizione orizzontale verso l'alto. fino ad ora il ritardo di 5 s/giorno consolidato da sei mesi indossando l'orologio 24 ore/giorno si sta contraendo a 4. il valore è medio su soli 5 giorni, quindi vedrò a quanto si attesterà dopo qualche settimana e poi mese. in caso di linearità, penso di poter confermare con le mie prove -anche senza alcun valore scientifico- l'ipotesi del sito Vedolora: ovvero che in base alla posizione "prevalente" di funzionamento, il meccanismo Rolex risente di lievi variazioni di velocità.
non mi aspetto niente di rivoluzionario, ma mi piace conoscere (anche con un pizzico di ostinazione) tutti i dettagli possibili di questi meccanismi eccezionali.


arrivederci a presto,
EHV
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el hombre vertical
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« Risposta #3 il: 20 Agosto 2008, 17:16:52 »


[...]
intanto sto provando, a titolo sperimentale, a lasciare per otto ore/giorno il movimento a riposo, con il quadrante rivolto in posizione orizzontale verso l'alto. fino ad ora il ritardo di 5 s/giorno consolidato da sei mesi indossando l'orologio 24 ore/giorno si sta contraendo a 4. il valore è medio su soli 5 giorni, quindi vedrò a quanto si attesterà dopo qualche settimana e poi mese. in caso di linearità, penso di poter confermare con le mie prove -anche senza alcun valore scientifico- l'ipotesi del sito Vedolora: ovvero che in base alla posizione "prevalente" di funzionamento, il meccanismo Rolex risente di lievi variazioni di velocità.
non mi aspetto niente di rivoluzionario, ma mi piace conoscere (anche con un pizzico di ostinazione) tutti i dettagli possibili di questi meccanismi eccezionali.
[...]

mi auto-quoto, non per futile vanteria  noo semplicemente per riproporre un argomento apparentemente accantonato sul forum.

in realtà da allora sto cercando di lasciare almeno 8 ore al giorno (spesso 10) l'orologio in posizione immobile con il quadrante orizzontale ed il vetro rivolto verso l'alto. bene: così facendo sembrerebbe che il risparmio di secondi (prospettato da Vedolora, vedi sopra) possa essere quantificato già dopo una ventina di giorni  :woot:

l'orologio sembra ridurre leggermente, ma significativamente, il suo ritardo di circa 5 s/giorno consolidato da circa sei mesi  okkey


continuo ancora per dare un minimo di consistenza statistica al mio test empirico, poi vi informo di tutto!


EHV
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el hombre vertical
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« Risposta #4 il: 29 Agosto 2008, 08:15:07 »

amici di TZI,
termina ora il mio primo mese di "sperimentazione" sulla sensibilità di un calibro Rolex (il 3185, in particolare) alla posizione durante marcia  furb

per circostanziare l'argomento, tutto è iniziato in relazione all'articolo pubblicato sul sito 'Vedolora' (http://www.vedolora.it/precisiodettagli.html), un estratto del quale è il seguente:
<< [...] Si deve tenere in considerazione che la velocità di marcia di un orologio meccanico dipende anche dalla posizione in cui si trova. E' probabile che nel corso di una giornata si susseguano fasi di accelerazione e rallentamento, che però alla fine si compensano a vicenda.

Questa caratteristica, nel caso di Rolex, può essere sfruttata per correggere piccoli errori di marcia. Se l'orologio è un po' lento, è opportuno lasciarlo durante la notte in posizione orizzontale, con il quadrante rivolto verso l'alto. Questa posizione dovrebbe favorire il recupero di qualche secondo. Se l'orologio è un po' veloce e guadagna alcuni secondi al giorno, invece, conviene lasciarlo in posizione verticale con la corona verso il basso. Questa posizione tende a rallentare leggermente la marcia del movimento. Se il difetto è più marcato, conviene lasciare l'orologio in posizione ancora verticale, ma con la corona verso l'alto, in quanto questa è la posizione che tende a rallentare maggiormente la marcia del movimento.
>>


ebbene, ho proceduto così. partendo da un calibro che lasciava sul campo 5s/giorno di ritardo, ho deciso di riporlo in posizione statica orizzontale con il quadrante rivolto verso l'alto per non meno di 8 ore al giorno e non più di 10 (continuative). per le restanti 14/16 ore, l'ho indossato regolarmente durante una vitta piuttosto attiva, come sempre.

dopo 30 giorni esatti, il ritardo complessivo accumulato è stato di 120 secondi, anziché 150 come mi sarei aspettato.

posso quindi dedurre, ad una prima analisi del tutto empirica, che nel mio caso il ritardo tipico del meccanismo di cui mi avvalgo è sceso da 5 a 4 s/giorno: meno un secondo al giorno netto  okkey


restando una prova a se stante, provvederò ad informarvi di eventuali sviluppi e, soprattutto, cercherò di capire in modo non invasivo come un meccanismo così preciso possa risentire così sensibilmente delle variazioni di gravità: magari qualcosa ne esce, più che altro come mera speculazione da appassionato.


PROSSIMA PROVA:
efficienza della carica, ossia una tentativo di correlare le 650 rivoluzioni del bilanciere (necessarie per una carica completa) ad un tempo di utilizzo 'medio' dell'orologio. calibro sempre 3185 Rolex, che per il momento mi faccio bastare ed avanzare  anto



sperando di aver offerto qualcosa di interesse per il forum, saluti a tutti a presto.
EHV
« Ultima modifica: 29 Agosto 2008, 08:15:59 da el hombre vertical » Loggato
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