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Autore Topic: Come deve essere fatta una rivista di orologi? proposte e considerazioni  (Letto 492 volte)
claire
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« Risposta #15 il: 17 Aprile 2008, 11:22:20 »



Forza ragazzi il dibattito è aperto,o forse no...?

tu che dici....?
[/quote]
Cosa devo dire ? avrei piacere di leggere qualche altra proposta ; il mio topic era rivolto : 1) essenzialmente a avanzare e sentire idee e proposte innovative da parte dei veri appassionati sulla progettazione di una rivista sostanzialmente tecnica ; 2) a verificare se certe mie idee fossero confermate o meno,e in effetti non posso che confermarle.
Come al solito pensavo in una maggiore partecipazione,ma ,ti cito,siamo i soliti quattro gatti.
Comunque farò un pensierino sulle riviste giapponesi,sempre che vi siano edizioni in inglese.

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gambmir8
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« Risposta #16 il: 17 Aprile 2008, 11:28:56 »

COME MAI NESSUNA , DICO NESSUNA RIVISTA ITALIANA NE HA MAI PARLATO!? sono PAGATE DALLE CASE SVIZZERE PER TACERE? io so che fanno pure moduli , MANIFATTURA , HAHAHAAH scusate se rido , per alcune grandi case !!! ma in realta sono movimenti cinesi spediti smontati e rifiniti in svizzera,poi leggete qui:
L'esigenza di misurare il trascorrere del tempo era sentita fin dall'antichità. Il più semplice strumento realizzabile è stato la meridiana, costituita al minimo da un palo infisso nel terreno, il cui uso è documentato in Cina a partire dal III millennio AC. Il complesso di Stonehenge è ritenuto un dispositivo astronomico per la determinazione del momento degli equinozi
MICA SI PARLA DI SVIZZERA , ok loro sono bravi belli e i nostri Cugini , ma siccome loro non ci considerano tali , perchè nascondere cosa sta accadendo in cina? e perchè pagare 300.000 un doppio tourbillon quando , ne costa 5.000 !!!!
Poi tutto lo swiss made è Swiss made? Ma come mai riviste giornalisti , su questo TACCIONO , RIPETO se la Mercedes facesse un modello in CINA TUTTI LO SAPREBBERO!!!!

RIFLETTERE!
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« Ultima modifica: 17 Aprile 2008, 11:33:51 da watchnew » Loggato
claire
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« Risposta #17 il: 17 Aprile 2008, 11:32:55 »

COME MAI NESSUNA , DICO NESSUNA RIVISTA ITALIAN NE HA MAI PARLATO!? sono PAGATE DALLE CASE SVIZZERE PER TACERE? io so che fanno pure moduli , MANIFATTURA , HAHAHAAH scusate se rido , per alcune grandi case !!! ma in realta sono movimenti cinesi poi cito da wikipedia:
L'esigenza di misurare il trascorrere del tempo era sentita fin dall'antichità. Il più semplice strumento realizzabile è stato la meridiana, costituita al minimo da un palo infisso nel terreno, il cui uso è documentato in Cina a partire dal III millennio AC. Il complesso di Stonehenge è ritenuto un dispositivo astronomico per la determinazione del momento degli equinozi
MICA SI PARLA DI SVIZZERA , ok loro sono bravi belli e i nostri Cugini , ma siccome loro non ci considerano tali , perchè nascondere cosa sta accadendo in cina? e perchè pagare 300.000 un doppio tourbillon quando , ne costa 5.000 !!!!
Poi tutto lo swiss made è Swiss made?
RIFLETTERE!
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Scusami,ma non ho capito cosa intendi dire.
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« Risposta #18 il: 17 Aprile 2008, 11:36:18 »

CHE LE REIVISTE DEVONO essere oggettive e vedere cosa accade nel mondo , non avere i para occhi !
mi dici chi delle nostre riviste ha parlato di CINA meccanica ?
o che dire fare una indagine su il reale Swiss Made?
Se rivista ripeto con limiti per il fatto che la pubblicità da da mangiare , ma almeno sia aperta e obbiettiva !
tutto qua
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claire
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« Risposta #19 il: 17 Aprile 2008, 11:57:59 »

Ho capito,e concordo,in questo senso la maggior parte delle nostre riviste è scoraggiante.
Non vorrei che i nostri discorsi passino per elitari,perchè vorrei proprio il contrario, ossia che la discussione si apra a proposte e considerazioni che ci aprano gli occhi su altri mondi e su ciò che non è canonico e cristallizzato.
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« Risposta #20 il: 17 Aprile 2008, 13:26:41 »

Forse l'analisi di watchnew é un pò troppo "complottista" ma devo dire che sicuramente in qualsiasi rivista Italiana di certi marchi, anche storici come Seiko (giusto per citarne uno) non si parla.
E' un tabù, così come lo é anche in certi forum o anche i certi ambienti.

Detto questo, non credo "assolutamente" in complottismo ad opera delle masin, neppure in una malcelata forma di tangentismo, ma solo che la maggior parte del pubblico di quelle riviste appartiene a una generazione di incompetenti e magari persone che ritengono ancora l'orologio uno status, essi quindi apprezzano molto il taglio delle riviste stra-fiche e patinate, ed é per questo che gli editori le fanno, sostanzialmente soddisfano un loro clientela ben definita.
Tuttavia come ho già detto e lo vedo nel mio lavoro, se paghi hai visibilità, se non paghi resti nell'ombra, non intendo pagare tangenti, intendo comprare spazi pubblicitari, promuovere concorsi, regalare qualche orologio per concorsi, ecc. quindi cose legali e legittime.

Succede in tutti i settori, non c'è da scandalizzarsi: Se alcune riviste non piacciono o si legge una evidente "leccamento" basta prenderne atto e non comprarle, internet oggi fornisce milioni di informazioni "on-demand" seduti in poltrona con una birra in mano... due clic e hai tutto quello che vuoi sapere, in pochi secondi.

Servono ancora le riviste?

Mah.

Ad ogni modo, alcune giapponesi continuerò a comprarle, se non altor per il piacere dell'emozione che mi danno.
Ah, dimenticavo, una rivista come WatchBeat che avete visto nel mio precedente post costa in loco: 560yen in euro 3,42
Pubblicità ne hanno poca per scelta... si può quindi fare bei prodotti anche a giusti prezzi.

Ho detto tutto.


edit:

in merito alla Cina, credo che per quanto riguarda le aziende Cinesi, vi sia anche da pagare uno scotto storico, visto che da sempre Cina ha significato (ed ancora significa) plagio, copia e fake. Grandi case come Sea-Gull dovranno quindi lottare molto per imporsi contro queste vecchie logiche che da sempre contraddistinguono la Cina.

« Ultima modifica: 17 Aprile 2008, 13:54:31 da Schirra » Loggato

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« Risposta #21 il: 17 Aprile 2008, 17:08:42 »

 :) ;) :woot:
Quoto tutto , avete ragione , ma vi renete conto che Seico , che oggi fa orologi MAGNIFICI , da riviste che vendono diciamo 3000 copie , non viene manco mezionato !
Ma ripeto Tangenti o no , alle volte riviste che tirano tanto , ne esisteva una dell'usato che le grandi case hanno distrutto , non facendo pubblicità e boicaottandola , perche far sapere che un Santos pagato 8.000 euro lo potevi rivendere dopo 3 mesi a 4.500 non faceva bene !
allora la hanno distrutta !
forse se non ricodo male si chiamava orolgi e market o cose simili , ma dava troppo fastidio !
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« Risposta #22 il: 17 Aprile 2008, 17:16:28 »

:) ;) :woot:
Quoto tutto , avete ragione , ma vi renete conto che Seico , che oggi fa orologi MAGNIFICI , da riviste che vendono diciamo 3000 copie , non viene manco mezionato !
Ma ripeto Tangenti o no , alle volte riviste che tirano tanto , ne esisteva una dell'usato che le grandi case hanno distrutto , non facendo pubblicità e boicaottandola , perche far sapere che un Santos pagato 8.000 euro lo potevi rivendere dopo 3 mesi a 4.500 non faceva bene !
allora la hanno distrutta !
forse se non ricodo male si chiamava orolgi e market o cose simili , ma dava troppo fastidio !


Credo che O&M sia viva e vegeta, ma ha cambiato considerevolmente il suo target e anche la tipologia dei servizi sugli orologi.
Ne alterna alcuni che mi piacciono ad altri che mi lasciano perplesso.

Su Seiko hai perfettamente ragione.
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« Risposta #23 il: 17 Aprile 2008, 17:58:02 »

Onestamente O&M continuo a leggerlo perchè comunque si occupa di diffondere un pò di storia e cultura orologera,e di presentare anche nuove collezioni,come nell'ultimo numero  Mangusta di Chronographe Suisse (che per inciso non mi dispiace  ).
Forse è diventata un pò troppo patinata .
Ecco un altro elemento : per me una rivista tecnica deve essere meno patinata possibile.
E qui tocchiamo un altro punto: una rivista di orologi nel senso che alcuni di noi intendono, per rivolgersi a un vasto pubblico deve essere patinata con tutto ciò che ne consegue,oppure essere tecnica e innovativa ,senza giustamente rinunciare alla pubblicità  ?
io non sono elitario,ma credo che paradossalmente una rivista poco fighetta e realmente fatta di orologeria tout court,possa avere un' attrattiva maggiore verso il vero appassionato.
Detto questo poi possiamo lasciare che chi vede in un orologio uno status symbol
compri le riviste che lo corrispondono
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gambmir8
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