Nerone
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« il: 10 Gennaio 2008, 16:11:57 » |
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Articolo pubblicato sulla rivista Orologi n° 214.
L'origine del cronometro da marina risale al Settecento ed è strettamente legata alla necessità di conoscere la longitudine in mare, elemento essenziale per avere il controllo della rotta e navigare in sicurezza.Per determinare tale misura, infatti, bisognava disporre di un'indicazione oraria il più possibile precisa, un compito pressochhé irraggiungibile dagli strumenti dell'epoca.Il problema era stato evidenziato soprattutto durante le grandi traversate oceaniche compiute nel corso del XVI e XVII secolo, tanto che nella seconda metà del Seicento diversi studiosi inglesi si occuparono dell'argomento.Robert Hook, uno dei promotori della Royal Society of London for the Promotion of Natural Knowledge (1662) tra i cui scopi statuari, sottoscritti dal re Carlo II, figurava propio la ricrca della longitudine.Hooke tenne varie conferenze sull'argomento, proponendo anche diverse soluzioni pratiche, nessuna delle quali si dimostrò, però, adatta allo scopo.Né ottennero risultati migliori le complesse ricerche di John Flamsteed nell'ambito delle attività del Royal Observatory di Greenwich, costruito nel 1675 (avevano come obiettivo l'ottimizzaione del metodo della distanza lunare, proposto oltre un secolo e mezzo prima da Johan Werner: in pratica, si trattava di individuare una sorta di tempo lunare universale da mettere a confronto con il tempo locale ai fini della determinazione della longitudine).Nel frattempo - tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento - si verificarono gravi incidenti durante i quali furono perdute molte navi inglesi per l'impossibilità di determinare con sicurezza la loro posizione.Il più grave avvenne nel 1707, quando morirono oltre duemila uomini nel naufraggio di quattro navi militari lungo le coste delle isole Scilly, al largo della Cornovaglia.Tale incidente spinse il Parlamento inglese ad emanare, il 16 giugno 1714, il cosiddetto "Longitude Act", che prevedeva una straordinaria ricompensa in denaro per chi avesse risolto il problema della determinazione della longitudine in mare.L'ammontare del premio era differenziato a seconda della precisione raggiunta: 10.000 sterline per un margine di errore di un grado, 15.000 sterline se il margine di errore fosse stato di 2/3 di grado e 20.000 sterline se l'errore fosse stato inferiore al mezzo grado!Contestualmente fu istituita una Commissione della Longitudine per giudicare le proposte pervenute.Inutile dire che furono in molti a rispondere all'appello del Parlamento inglese, in alcuni casi con proposte che con la scienza avevano ben poco a che fare.Tra tutti John Harrison, un carpentire autodidatta dello Yorkshire, che nel 1735 presentò alla Commissione della Longitudine un orologio del peso di oltre trenta chilogrammi, per quasi un metro cubo di volume, designato con la sigla H1.L'invenzione fu esaminata da cinque membri della Commissione, la quale chiese che venisse fatta una prova in mare.Nel viaggio di andata e ritorno da Londra e Lisbona l'orologio dide risultati abbastanza soddisfacenti, ma Harrison ricevette una somma di sole 500 sterline come incentivo per costruire un modello più accurato.Dopo un paio di ulteriori tentativi, nel 1759 fu presentato il modello H4, di circa 12 centimetri di diametro, basato su un innovativo sistema di compensazione della temperatura.Questa volta la prova in mare si svolse a bordo del Deptford, nella traversata atlantica da Londra alla Giamaica: in 81 giorni di navigazione l'orologio accumulò un ritardo di soli 5 secondi.Le condizione stabilite dal Longitude Act erano pienamente soddisfatte ma, nonostante ciò, fu solo nel 1772, in seguito a una petizione a re Giorgio III, che l'ormai ottantenne John Harrison poté ricevere il premio.Anzi, la metà dello stesso:10.000 sterline!La commissione decise di assegnare una parte, pari a 3.000 sterline, anche alla vedova di Johann Tobias Mayer, lo studioso tedesco che, propio negli stessi anni, aveva finalmente messo a punto la prima serie di tavole sufficientemente precise per rendere utilizzabile il metodo delle distanze lunari nella determinazione della longitudine in mare.Sulla stessa linea dell'invenzione di Harrison gli orologi messi a punto dopo la metà del Settecento dal francese Pierre Le Roy e dallo svizzero Ferdinand Berthoud, entrambi sperimentati con successo nel 1767.Essi avevano dato soluzione al problema della determinazione della longitudine sebbene i loro alti costi avrebbero portato molti marinai, durante la prima metà dell'Ottocento, a preferire ancora il metodo delle distanze lunari.La situazione cambiò nella seconda metà del secolo, quando la costruzione dei cronometri da marina si sviluppò a tal punto da permetterne una maggiore diffusione.Ed è qui che s'inserisce l'allora giovane Casa orologiera di Le Loche, fondata da Ulysse Nrdin nel 1846.Fin dall'inizio dell''attività egli si dedicò, infatti, all'orologeria di precisione: in particolare propio ai cronometri da marina, capaci di battere il mezzo secondo e dotati di una riserva di carica di 2 o 8 giorni.Egli sapeva bene che la partita si giocava sul terreno della precisione, senza la quale tali strumenti perdevano tutta la loro ragion d'essere.E fu per questo che a partire dal 1876 - anno della prematura scomparsa del suo fondatore - la Manifattura Ulysse Nardin sottopose regolarmente i suoi cronometri da marina al controllo degli osservatori di Ginevra e Neuchatel, dove venivano duramente testati per diversi giorni al fine di verificarne la precisione in condizioni d'uso estreme.Due anni dopo fu propio con i suoi cronometri da tasca e da marina che Ulysse Nardin vinse la medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi, circostanza ripetuta nel 1883 all'Esposizione Universale di Chicago.Intanto, il 20 dicembre 1890 ottenne due brevetti, di cui uno per caricare il movimento dei cronometri da marina senza capovolgere la cassa.Questo sistema venne applicato nel modello con cassa cilindrica in alluminio presentato nel 1893.All'inizio del nuovo secolo, mentre cresceva la notorietà della Casa nella realizzazione di orologi complicati, la manifattura dei cronometri da tasca e da marina veniva completamente riorganizzata per far fronte alle commesse delle più importanti marine militari del mondo intero, tra le quali, a partire dal 1904, le marine di Russia e Giappone.Intanto nuovi premi venivano ottenuti nei diversi concorsi internazionali: nel 1915, al concorso presso l'Osservatorio Navale di Washington, vinceva il primo premio tra i 60 cronometri da marina ammessi; nel 1922, al concorso dell'Osservatorio Navale degli Stati Uniti, i cronometri da marina di Ulysse Nardin occupavano le prime tre posizioni, mentre furono ben 8 gli orologi piazzati ai primi quattordici posti; successo ripetuto all'Esposizione internazionale di Tokyo, nello stesso anno, dove si aggiudicarono un'altro primo premio.Nel 1923 l'Osservatorio di Neuchatel organizzò un Concorso Internazionale di Cronometria per il centenario della morte di Abraham-Louis Breguet, nel quale Ernest Nardin vinse il primo premio Assoluto.Ulteriori successi giunsero nel 1939 alle Esposizioni internazionali di Barcellona, Zurigo e New York.Ancora risultati straordinari negli anni '50: nel 1950 infatti, con un cronometro regolato da Louis Augsburger, la Ulysse Nardin superò tutti i record di precisione cronometrica tra il 1901 e il 1950 all'Osservatorio di Neuchatel, e nel 1956, con il cronometro da marina n.7537, stabili il nuovo record di precisione per il decennio 1952-1962.Ultimo grande successo della divisione cronometrica(chiusa poco dopo per diverse motivazioni, tra le quali una grave crisi aziendale terminata solo all'inizio degli anni '80, quando il marchio fu rilevato da un gruppo di investitori guidati da Rolf W.Schnyder) il Prix d'Honneur assegnato all'Esposizione Nazionale Svizzera di Losanna del 1964, per il modello da tavolo "Sun Star".Non molto tempo dopo la chiusura della divisione cronometrica dell'Ulysse Nardin, nel pieno dell'era dell'elettronica, l'Osservatorio Astronomico di Neuchatel interruppe le prove comparative riservate agli orologi meccanici.Nel suo rapporto finale, pubblicato nel 1975, si puo leggere l'eccezionale bilancio dell'attività di Ulysse Nardin nel campo della cronometria.Ebbene, nel periodo compreso tra il 1846 e il 1975 Ulysse Nardin ha ottenuto: 4.324 certificati di precisione per i cronometri da marina su di un totale di 4.504 assegnati, pari al 95% del totale; 2.411 premi dei quali 1.069 primi premi nelle quattro serie di premi assegnati per la cronometria e 747 primi premi nella categoria cronometri da tasca, da polso e orologi da scrivania, per un totale complessivo di 1.816 primi premi di Osservatoro nelle quattro categorie.Dati che fanno di Ulysse Nardin la manifattura con il maggior numero di riconoscimenti per la precisione cronometrica e che giustificano ampiamente il fascino che i suoi cronometri da marina continuano a emanare oggi nell'ambito degli eventi più importanti legati al collezionismo.
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