Thom
Administrator
Offline
Sesso: 
Età: 28
Residenza: Ginevra
Posts: 1274
|
 |
« il: 13 Maggio 2007, 10:16:33 » |
|
Leon Hatot (22 aprile 1883 – 11 settembre 1953)
Nato a Chatillon Sur Seine nel 1883, frequentò l’Ecole d’Horlogerie di Besancon dal 1895 al 1898. Proseguì gli studi all’Ecole des Beaux-Arts di Besancon.
Nel 1905 aprì il suo atelier, specializzato nella lavorazione di casse di orologi in metallo pregiato e rapidamente si trovò a dirigere un atelier composto da circa 12 persone.
Dal 1911, avendo deciso di aprire una filiale a Parigi, Hatot rilevò la Bredillard, situata al numero 23 di rue de la Michodiere, senza però abbandonare la regione di Besancon. La Bredillard era specializzata in orologi di alta qualità e riforniva i più raffinati gioiellieri di Place Vendome e rue de la Paix a Parigi. Hatot divenne così uno tra i più importanti gioiellieri al mondo. Nel suo atelier di Besancon, Hatot, assemblava i suoi orologi gioielli con ottimi movimenti e grazie alla reputazione acquisita, divenne fornitore delle più grandi gioiellerie di rue de la Paix come Asprey, Boucheron, Dunhill, The Goldsmith’s e Silversmith’s Co., Van Cleef and Arpels, Vever, Mauboussin, Mappin & Webb, Ostertag, Janesich e Laloche.
L’alta qualità raggiunta accese i riflettori su Hatot, tanto che la città di Besancon gli commissionò la realizzazione di un superbo orologio, in seguito offerto al Presidente francese Armand Fallieres durante una sua visita nella regione della Doubs. Inoltre Hatot, membro fondatore della Società Chronometrique de France, fu scelto per disegnare e realizzare il trofeo in cristallo donato ogni anno al vincitore delle competizioni di cronometria.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu mobilitato anche Hatot, che subito si distinse per la produzione a basso costo di elementi meccanici per l’artiglieria. L’atelier di Besancon si trasformò, presto, in una officina di fornitura, con la produzione di altimetri per l’aviazione. Firmato l’armistizio, Hatot si rivolse nuovamente alla realizzazione di orologi di lusso. Grazie alla moda dei primi orologi da polso, intorno agli anni 1920, Hatot riscosse un notevole successo, tanto da essere invitato alla redazione dell’editoriale La France Horlogere come “Orologiaio e Artista”.
Gli Orologi Elettrici
Il 1910 segna l’inizio della ricerca e dello sviluppo di Hatot sui sistemi di carica elettrica per orologi, registrando diversi brevetti che portò, nel 1920, alla creazione di una divisione dedicata alla ricerca e allo sviluppo di orologi elettrici. Nello stesso anno riunì l’atelier di Besancon e di Parigi in un'unica società, la “Società des Etablissements Leon Hatot”. Dal 1923, gli orologi elettrici realizzati a Besancon, vennero venduti col nome “ATO”, ottenendo grande successo commerciale. In questo periodo Hatot fu, tra l'altro, nominato giudice del Tribunal de Commerce de la Seine e consigliere in commercio estero.
Malgrado l'interruzione durante gli anni della guerra, intorno all’ottobre del 1923, Hatot sviluppò numerosi orologi elettromagnetici con la collaborazione di Levet. Marius Levet (1894-1980), ingegnere laureato all’Ecole Superieure d’Electricité, fu un grande sostenitore dell’uso dell’elettricità nell’orologeria e, in seguito, fu nominato Amministratore della società di Hatot.
Gli anni 1920
Alla famosa Exposition des Arts Décoratif di Parigi del 1925, Hatot presentò numerosi orologi elettrici. Inseriti in raffinate casse di legno, intarsio, marmo, cromo o in casse di vetro Lalique, questi orologi erano altamente decorativi e interpretavano pienamente il nuovo stile “Art Deco”. Queste creazioni valsero ad Hatot il Grand Prix e la Legione d’Onore. Nel 1926 Edouard Diestsch, marito della figlia di Hatot, divenne Direttore dell’atelier di Parigi. Durante la sua direzione, l’atelier si specializzò in orologi decorati di alta qualità ottenendo un notevole successo commerciale, tale da poter finanziare la ricerca sugli orologi elettrici di Lavet.
Uno dei più spettacolari risultati ottenuti fu il rivoluzionario orologio elettrico “ATO-RADIOLA”, regolato da segnali sulle onde radio. Descritto nel maggio 1928 sul numero 2 di “Radiola”, pubblicazione della società radiofonica francese, l’orologio riceveva il segnale dalla Tour Eiffel e da radio Paris permettendo così la regolazione semplicemente ascoltando almeno una volta alla settimana il concerto trasmesso.
Nel 1928 le sede Hatot di rue de la Michodiere fu espropriata e demolita. La società si trasferì nella lussuosa via di Faubourg Saint Honoré al numero 12, attirando così un’esclusiva clientela che apprezzò, presto, le eleganti creazioni di Hatot. Ma il crollo della borsa di Wall Street del 1929 ne causò un brusco arresto. Hatot nell’intento di salvare l’azienda, iniziò a esportare in Italia, Belgio e Germania e, grazie all’accordo commerciale stipulato con la tedesca Junghans, fu possibile proseguire lo sviluppo della società.
I “Rolls”
Durante questo difficile periodo, Hatot creò forse la sua invenzione più nota – i “Rolls”, un rivoluzionario orologio automatico. Il movimento era caricato da un braccio mobile all’interno della cassa, condotto da sfere su due corridoi. L’invenzione, oltre a ridurre notevolmente il problema della frizione, permetteva di realizzare movimenti di piccole dimensioni, come gli orologi in cassa rettangolare o gli orologi da donna.
I “Rolls” sembravano destinati al successo. Hatot ricevette la Medaglia d’Onore della Società d’Incoraggiamento dell’Industria Nazionale e, nel settembre 1930, siglò un accordo con la Blancpain per la produzione e la commercializzazione dei “Rolls” in Francia e in Belgio. Ma la crisi economica del 1929 non permise di ottenere il successo commerciale meritato.
Lo Stile Art Deco
Il senso artistico e la natura innovativa di Hatot, gli permisero di adottare lo Stile Art Deco con estremo entusiasmo. L’atelier divenne fucina di realizzazioni eleganti e audaci allo stesso tempo. Questi estremi sono ben rappresentati, da una parte, dall’eleganza dei suoi orologi gioielli e, dall’altra, dagli orologi elettrici futuristici, all'avanguardia nello stile e nei materiali. Entrambe le collezioni, seppur incomprese, rispecchiavano pienamente i canoni estetici dell’Art Deco.
Gli anni 1930
All'Esposizione Coloniale del 1931, Hatot presentò orologi elettrici di piccole dimensioni, che segnarono l’inizio della generazione degli orologi decorativi. Una delle sue idee maggiormente rivoluzionarie fu quella di usare come elemento decorativo il movimento stesso dell’orologio, generando il concetto di orologi “avant-garde”, con l’utilizzo di vetro e cromo come cassa, al posto dei classici materiali.
La fervida immaginazione di Hatot gli permise di concepire l’”Aquatora”, dove l’ora era affissa sulla circonferenza di un acquario illuminato, e il “Maplux”, dove l’ora del mondo era affissa sull’equatore di un globo terrestre.
Nel 1933 la società decise di estendere gli orologi “ATO” al settore dell’orologeria industriale. La sezione creata commercializzava orologi con un circuito, in cui un “orologio principale” controllava diversi “orologi secondari”.
In quel periodo Hatot rilevò la centenaria società Paul Garnier, fondata nel 1825, specializzata nella realizzazione di orologi per edifici pubblici e stazioni ferroviarie. Nel 1933-1934 l’atelier di Besancon fu trasferito nell’edificio della Garnier e le diverse sezioni furono riorganizzate nei precedenti uffici della Garnier, a rue Beudan n° 9 nel 17° arrondissement. L’acquisizione permise ad Hatot di sviluppare un nuovo canale commerciale, diventando fornitore delle Ferrovie Francesi, della Marina Nazionale e di molte altre importanti società.
Ulteriori Specialità
Nel 1939 la società di Hatot fu requisita per la produzione di radiofari, strumenti per l’aviazione e per la Marina Francese. Con la resa del 1940 l’attività si interruppe, dato che Hatot rifiutò di collaborare con i nazisti. Durante gli anni dell’occupazione la società visse un periodo difficile, tanto che la produzione si limitò alla realizzazione degli orologi per le Ferrovie Francesi e di dinamo per biciclette.
Finita la guerra la società tornò a prosperare, fornendo un gran numero di orologi alle Ferrovie Francesi, quel tempo la maggior parte delle stazioni avevano orologi ATO, sistemi di misurazione alle Poste e alla società di Telecomunicazioni francese e a società specializzate nella produzione di telefoni e apparecchi di telecomunicazione.
La Hatot fu la prima società ad utilizzare i transistor nell’orologeria. I primi brevetti furono registrati il 16 settembre 1953. Ma la mancanza di fondi sufficienti a finanziare la registrazione dei brevetti in tutto il mondo, obbligò Hatot a concedere la licenza ai principali produttori di orologi. Questo spiega la presenza delle parole “Lic.ATO” su numerosi orologi e pendole in marchi come L.Leroy & Cie., Ebauches S.A., Junghans, Westclox, Smith & Son, Bulova, Jaz e General Time. La licenza ATO fu utilizzata per 25 anni in tutto il mondo.
Leon Hatot, l’Uomo e il Lascito
Uomo e artista di grande talento, Hatot nel tempo libero dipingeva e oggi possiamo, ancora, ammirare le sue numerose opere. Agli inizi della carriera, la città di Besancon gli commissionò la realizzazione di un superbo orologio, in seguito offerto al Presidente francese Armand Fallieres durante una sua visita nella regione della Doubs. Successivamente, fu membro fondatore della Società Chronometrique de France e fu scelto per disegnare e realizzare il trofeo in cristallo donato ogni anno al vincitore delle competizioni di cronometria.
La rivoluzione tecnica apportata dal transistor applicato nell’orologeria lo avrebbe, di certo, molto interessato. Poco prima di morire, venne a conoscenza che alcuni prototipi realizzati nel suo atelier erano in grado di funzionare senza corrente elettrica. Ne predisse l’enorme successo.
In tutta la sua vita Leon Hatot ricercò la perfezione in tutte le sue opere. La sua energia, determinazione, creatività e la sua genialità furono il successo della società. Nonostante le modeste dimensioni agli albori, le sue idee furono adottate dalle più importanti manifatture del mondo e influenzarono l’estetica e la tecnologia dell’orologeria mondiale.
|