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Autore Topic: Profili dei Brand settima parte  (Letto 256 volte)
Nerone
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« il: 30 Novembre 2007, 13:26:48 »

Swatch:

Costava poco, neppure 50 dollari, quando tutti i suoi "colleghi" svizzeri non riuscivano a scendere sotto la sogli dei cento.Aveva appena 51 componenti, mentre tutti gli altri ne avevano almeno un centinaio, se non oltre duecento.Eppure, quando per la prima volta arrivò sul mercato- il primo marzo del 1983- polverizzò tutti i record di vendita.Dopo meno di due anni, era stato venduto in 3,5 milioni di esemplari.E al ventesimo complenna i milioni erano ben 300.Però la soria dell'orologio Swatch non è solo la storia di un prodotto che ha invaso il mercato.E' anche la storia di presentare in modo nuovo di presentare il prodotto, attraverso una comunicazione immediata e di grande impatto emotivo.Un nuovo modo di distribuire, mediante una rete capillare di punti vendita tagliati su misura.Un nuovo modo di concepire un oggetto, meno statico e più in sintonia con le evoluzioni del gusto, strutturalmente aperto al mondo dell'attualità, dell'arte e del design.L'orologio Swatch è anche l'architrave dell'industria svizzera.Quello che ha consentito, abbracciando la parte più consumistica del mercato, di far emergere con una chiarezza diversa i prodotti complessi, quelli di alta gamma, pensati per la storia e non per l'immediatezza della contemporaneità.In 24 anni di storia, i modelli Swatch lanciati sul mercato sono ormai più di tremila, con una grande modulazione nelle forme, nei materilai e perfino nella meccanica.


Tag Heuer:

Se c'è una parola che puo riassumere Tag-Heuer, quella è primato: quello che ha registrato come cronometrista ufficiale di tante olimpiadi, sul traguardo di centinaia di gran premi di Formula Uno o ai piedi delle piste di sci alpino.Quelli che ha stabilito nel corso della sua lunga storia di ricerca e produzione.1895: l'azienda brevetta una delle prime casse impermiabili per orologi da tasca.1916: dalle sue officine esce il primo cronografo in grado di misurare con precisione il centesimo di secondo.2004: dopo secoli di sostanziale conservazione, il meccanismo a ruote dentate si lascia sorpassare da un sistema di micro cinghie di trasmissione, piste in ceramica e cilindri.Forse è nato l'orologio del futuro.Questa lunga stagione di record inizia nel 1860, quando Edouard Heuer fonda un piccolo laboratorio a St-Imier nel Jura svizzero.Varie generazioni di Heuer si succedono al comando di una azienda in continua crescita.Nel 1982 Jack William Heuer, autore di tanti fondamentali progetti per l'azienda, cede le quote -e con esse il comando- alla Piaget.Tre anni dopo, l'azienda passa nella mani della TAG, azienda di origine saudita creata nel 1975 da Akram Ojjeh.A partire da quel momento si accentuano le inclinazioni sportive- e, in particolari motoristiche- della collezzione, che si lega come sponsor principale alle monoposto McLaren.Nel 1999, un'altra svolta.TAG Heuer entra nel gruppo Lvmh.Jack William Heuer diviene presidente onorario della società.I misuratori TAG-Heuer strappano al tempo il decimillesimo di secondo.


Tissot:

Ha attraversato la storia dell'orologeria tornando, periodicamente, a proporre innovazioni di grande contenuto.In oltre 150 anni di storia, fin dalla sua fondazione -  a Le Loche in Svizzera nel 1853 - Tissot ha saputo distinguersi per le grandi performance dei suoi prodotti.Sin dall'orologio a due tempi, ilprimo della storia, con cui ha inaugurato la sua carriera di produttore.Suo, nel 1933 ilprimo orologi antimagnetico.Suo, nel 1953 il primo orologio con 24 fusi orari.Suo, nel 1985, il primo orologio da polso con cassa in pietra.Suo, infine nel 1978 il primo orologio con display analogico e digitale.Un percorso ricco di premi, che sviluppa in maniera coerente il progetto avviato a metà Ottocento da Charles-Félicien Tissot  e da suo figlio Charles Emile.La storia dell'azienda tende comunque a sovrapporsi con quella di altri grandi nomi dell'industria svizzera.A cominciare da Omega, con cui Tissot si fonde nel 1930 dando origine alla società SSIH.E quindi con il gruppo Swatch, da cui Tissot viene assorbita con la maxi-fusione del 1983 e in cui tutt'ora prospera continuando a portare nel mondo, in più di 150 paesi diversi, il suo gusto fatto di sportività e classicità svizzera.
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