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Autore Topic: Il discorso "professional":Omega  (Letto 900 volte)
Lory
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« Risposta #15 il: 31 Ottobre 2007, 10:41:39 »

Lory, complimenti.
Un post chiaro e preciso, che ho archiviato per la sua completezza.

Grazie ;)


Citazione
Da un lato quindi per il vero appassionato resta solo il piacere di godersi la parte storica/vintage di un determinato brand, in modo tale da assaporare il piacere dello stesso quando era all'apice della sua ricerca e della sua "indipendenza" diciamo così.

Non a caso in questo particolare mondo , non sempre il massimo livello di evoluzione è riscontrabile seguendo una linea strettamente temporale, ci possono essere "sacche" di vera innovazione e qualità ancora non superata andando (con intelligenza e dedizione) indietro nel tempo, questo, oltre al naturale aspetto "romantico" ed emozionale mi ha da tempo spinto al vintage di qualità (vocabolo che non corrisponde sempre a "costoso").

Potrei fare molti esempi di "interruzione temporale dell'andamento qualitativo", ma non è questa la sede.

Citazione
Dall'altro rimane il piacere, invece, di esplorare nuovi territori con quelle case che per un motivo o per l'altro provano strade diverse, aldilà del blasone.
Solo così, credo, scevri dalla "schiavitù" del brand, dal tifo sfegatato, dalla difesa ad oltranza del nostro beniamino, possiamo continuare a divertirci, magari affinando la nostra capacità di definire "novità" cose che non lo sono e magari porgere l'occhio con più attenzione a quelle che invece lo sono, magari messe in ombra da brand non "considerati".

Concordo, tutti credo siamo partiti come "tifosi" , parecchi anni fa io ero conosciuto nei vari forum come uno sfegatato (tra le altre) di JLC in cui ritrovavo una notevole carica qualitativa e culturale espressa senza troppa prosopopea, poi pian piano, magari invecchiando un poco, mi sono posto sempre più come appassionato motivato ma il più  possibile imparziale.

Citazione
E' un pò che percorro questa strada e credo che sia l'unica oggi per poter ancora provare emozioni con un'orologio.

Vero, è una strada alle volte anche ardua, ma a a mio parere è l'unica per poterci sentire in pace con la nostra coscienza quando tiriamo le somme del tempo (ed i denari) che spendiamo per questa nostra passione, cercando di divenire non "collezionisti di oggetti" ma "collezionisti del savoir faire" presente e passato di questa interessantissima branca di scienza applicata .   :)

Saluti.



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« Risposta #16 il: 31 Ottobre 2007, 10:47:59 »

A te, e ancora grazie.

 ;)
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« Risposta #17 il: 01 Novembre 2007, 17:46:54 »

ho letto con interesse il topic.

personalmente ho cosi'tante cose da scoprire del''passato'' di omega,tanto da essere totalmente disinteressato dalla produzione attuale.

anzi,mi interessa cosi'tanto il passato perche'non lo trovo nel presente!

orologi come il ploprof o il flightmaster,che adoro,sono irripetibili.un calibro come il 321 montato nello speed e'cosi'desiderabile perche'oggidi' non esiste piu',in tale tipologia di orologio.

non tutto e'negativo,vedete...ci sono risvolti positivi.

oggi non e'piu'importante l'orologio a livello professionale o specializzato.l'appassionato e'un romantico che vive e si nutre di fantasie affascinanti,unendole ad oggetti dall'indiscutibile pregio tecnico/estetico.

e sono solo i vintage che consentono di sognare.

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jatucka
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« Risposta #18 il: 01 Novembre 2007, 18:04:24 »


....l'appassionato e' un romantico che vive e si nutre di fantasie affascinanti,unendole ad oggetti dall'indiscutibile pregio tecnico/estetico.


cari amici,
ho letto i vari posts e l'attenta disamina di Lory,che saluto.

secondo me,in ultima analisi,il nocciolo del discorso sta nella frase di gianvittorio;
noi siamo degli appassionati di vintage,e dunque il nostro interesse è rivolto a questa tipologia di oggetti.

per la stragrande maggioranza di acquirenti di orologi,un orologio vintage è solo un orologio "vecchio" ,che è stato probabilmente posseduto da diverse persone prima di loro,che non è coperto da garanzia della casa,con il quale non puoi andare al mare,che ha un quadrante "ingiallito" quando non addirittura "macchiato" ,per il quale è difficile trovare dei ricambi,che non tutti i centri assistenza sono in grado di riparare....

è quasta la sensazione che viene trasmessa da un orologio,che per noi è "vintage" ,alla stragrande maggioranza di probabili acquirenti.

senza dimenticare che gli orologi "vintage" erano prodotti con tecniche costruttive oggi arcaiche,che costerebbero ai produttori una fortuna....

le case di "grandi numeri" hanno altri problemi ed altri obiettivi da tenere sempre ben presenti.

come dicevo,il nocciolo del discorso è tutto qua.

cheers.
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ermejo
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« Risposta #19 il: 02 Novembre 2007, 14:39:23 »

caro jat,devo quotarti ancora una volta....
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« Risposta #20 il: 02 Novembre 2007, 15:12:45 »

Tutto vero quello che dice Jat.
Io però rimango perplesso sulla questione dei costi, delle tecnologie e delle sensazioni.

Non riesco a capire cosa costerebbe "in più" oggi un "nuovo" Mark III o un vero nuovo Speedmaster
Ad esempio, che tipo di lavorazioni ci sono, poniamo a fare un MK III su cassa dello Speed piuttosto che un commemorativo con il simbolo di una missione spaziale?
Per MKIII su cassa dello Speed intendo un nuovo modello di Speedmaster che abbia delle peculiarità diverse:

• un movimento che aggiunga qualche complicazione (se così si può dire) come le 24H o un'ora GMT?
• una ghiera esterna e una scala tachy o pulse interna?
• alcune soluzioni tecniche di protezione della corona?
• un'impermeabilita diciano di 200/300 mt, ma basterebbero anche 100 mt.?

Qualcosa si era discusso anche su Velociphile e ne era nato questo "dream project"



Del resto uno Speedmaster con ghiera (giusto per citare uno degli elementi di cui sopra) era stato ipotizzato anche da Omega:



Insomma un concorrente del Fortis B-42 ad esempio, orologio professionale che non supera i 2000€ (se aggiungiamo il valore del brand di Omega che é più "alto" diciamo che si andrebbe nella fascia di Bell & Ross: sui 3000?)
Sempre citando Omega, con quei 5/8.000 euro che vengono fatti pagare per certi pezzi comemmorativi si farebbero dei professionali di grande qualità.

Sono più propenso a pensare che sia solo una questione commerciale pura, come si é detto sopra il segmento di Omega oggi é un'altro e quindi i professionali non interessano.
Evidentemente Fortis o altre case come la già citata Bell&Ross, ma anche Tutima e forse qualcun'altro, hanno a riguardo dei professinali più interesse e quindi in quell'ambito si specializzano, catalizzando l'interesse di un mercato minore, ma certamente interessante.
« Ultima modifica: 02 Novembre 2007, 15:13:26 da Schirra » Loggato

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ermejo
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« Risposta #21 il: 02 Novembre 2007, 15:56:51 »

caro schirra,segui un attimo il mio ragionamento.dieci anni fa omega sul mercato valeva pochino,vendeva abbastanza bene solo lo speed,era stata superata da una infinita' di altri marchi.arriva sulla scena mister swatch,compra(bene)tutto quello che trova sul mercato,e cioe' breguet,blancpain,longines ed appunto omega.nel 99 g.daniels presenta il coassiale ed il gran capo non lo fa montare ne' a breguet ne' a blancpain,marchi nobili ma di piccoli numeri,ma appunto lo destina ad omega.a questo punto entra in scena il marketing.gran battage,bel sito,007,belle donne...omegamania ed il gioco e' fatto.omega riacquista una visibilita' ed una vendibilita' che non conosceva da 30 anni.e giustamente.perche' uno speed 321 prima dell'ultimo natale costava 1400,un plo-prof 3000.attualmente o. non ha nessun bisogno di produrre un professional serio,o meglio nessun interesse,perche' vende allo stesso prezzo un altro orologio che alla produzione gli costa la meta'.ne' credo che i vari tutima,b&r o quant'altri producano professionals per missione.lo fanno perche' pensano che in quella fascia di prezzo i loro prodotti siano vendibili e possano ricavarne degli utili.scusami per la prolissita'.
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« Risposta #22 il: 02 Novembre 2007, 16:06:23 »

...o meglio nessun interesse, perche' vende allo stesso prezzo un altro orologio che alla produzione gli costa la meta'

Esatto.
Siamo tornati al punto di partenza!
Omega non é in grado o Omega non vuole?

 ;)

Sembra che la risposta sia univoca.

Comunque direi che riassumendo le varie teorie di tutti, almeno ci abbiamo capito qualcosa e questo a mio avviso é la cosa importante.
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« Risposta #23 il: 03 Novembre 2007, 19:27:11 »

la regola in orologeria come in tutti i mercati di tutti i tempi è vendere il più possibile al maggior prezzo possibile.E' sempre stato così fin dai tempi in cui Rolex ha ingaggiato la nuotatrice ad attraversare la Manica con al polso un suo orologio.
Ma a quei tempi la impermeabilità era fondamentale e rivoluzionaria perchè al tempo non si riusciva neanche a trasportare gli orologi nelle casse dall'europa agli stati uniti per entrava l'umiditaà
Lunica diversità è che fino a 40 anni fa le caratteristiche e affidabilità di un orologio erano fondamentali perchè dipendeva da queste la riuscita di una missione se non addirittura la vita di chi lo indossava.
Per questo una parte della produzione si concentrava sulla ricerca tecnologica , proprio perchè questi orologi erano davvero indossati dai soldati o dai sub professionisti o astronauti ed erano indispensabili.
Oggi professionale significa multifunzione elettronico, tutta la meccanica è relativamente professionale perchè ricorda i tempi passati.
Se un sommozzatore a cavalcioni del "maiale" indossava un Panerai era perchè effetivamente l'ora si vedeva bene anche al buio.
L'Ocean IWC era fornito davvero all'esercito ed era al quarzo ma pur sempre superprofessionale.
Adesso il Moonwatch andrà ancora sulla luna ma pr contratto.
Un sub professionista non andrà mai negli abissi con un Rolex Submariner luccicante , a meno che non voglia attirare l'attenzione di uno squalo curioso.
« Ultima modifica: 03 Novembre 2007, 19:30:29 da oliver » Loggato
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« Risposta #24 il: 03 Novembre 2007, 19:55:49 »

Oliver, la tua osservazione mi é piaciuta e mi fa riflettere.

 okkey
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« Risposta #25 il: 03 Novembre 2007, 22:05:30 »


la regola in orologeria come in tutti i mercati di tutti i tempi è vendere il più possibile al maggior prezzo possibile.


 bravissimo


L'unica diversità è che fino a 40 anni fa le caratteristiche e affidabilità di un orologio erano fondamentali perchè dipendeva da queste la riuscita di una missione se non addirittura la vita di chi lo indossava.
Per questo una parte della produzione si concentrava sulla ricerca tecnologica , proprio perchè questi orologi erano davvero indossati dai soldati o dai sub professionisti o astronauti ed erano indispensabili.
Oggi professionale significa multifunzione elettronico, tutta la meccanica è relativamente professionale perchè ricorda i tempi passati.


 yess


Oggi professionale significa multifunzione elettronico, tutta la meccanica è relativamente professionale perchè ricorda i tempi passati.


 yess


Se un sommozzatore a cavalcioni del "maiale" indossava un Panerai era perchè effetivamente l'ora si vedeva bene anche al buio.

L'Ocean IWC era fornito davvero all'esercito ed era al quarzo ma pur sempre superprofessionale.


 bravissimo


Un sub professionista non andrà mai negli abissi con un Rolex Submariner luccicante , a meno che non voglia attirare l'attenzione di uno squalo curioso.


 

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