
La presentazione di un nuovo calibro, soprattutto di un calibro cronografico, è un evento decisamente importante, frutto di anni di studio, sviluppo e messa a punto e di ragguardevoli investimenti.Questa specialità mancava nel palmarès Piaget ed è stata colmata dall'inedito calibro 880P.Lo spessore di 5,6 millimetri per un crono integrato automatico non consente di parlare di primato mondiale, cosa cui, fin dall'inizio, Piaget ci ha abituato.Di primato, invece, si puo parlare se si considera la funzione GMT pure integrata nel calibro.La vista dell'esploso consente di analizzare le caratteristiche peculiari del calibro.Il movimento si adegua - non ci si poteva attendere diversamente - ai recenti standard tecnici di riferimento che sono, anzitutto, l'adozione di una frizione verticale, o assiale se preferite, in luogo dell'azionamento a pignone oscillante(7750 per intenderci) o a bascula intermedia(El Primero) che finora hanno costituito lo standard.Ciò permette partenze della lancetta cronografica senza incertezze di ingranamento tra ruote(qui c'è la frizione) e senza saltellamenti.Si può inoltre mantenere in funzione costantemente la lancetta centrale senza apprezzabile assorbimento di energia supplementare propio perchè la ruota del cronografo è coassiale e sovrapposta a quella dei secondi.Non mancano inoltre la ruota a colonne, a oggi ineguagliabile sistema di smistamento delle funzioni cronografiche, e il doppio bariletto in serie a garanzia, più che di una lunga riserva di carica, di uno sviluppo di energia più graduale e costante, irrinunciabile premessa alla precisione.Di peculiare si apprezza l'architettura del complesso che perde la tradizionale distinzione tra ponti e platina.L'importanza dimensionale dei primi(i due dischi in basso nell'esploso) non è seconda alla......seconda(che è la prima in alto, scusate il gioco di parole).Si puo vedere che il primo grande ponte trattiene bilanciere, scappamento e bariletti, il secondo tutti i rotismi e le funzioni crono, seguendo una concezione sicuramente integrata ma......affatto modulare!Una concessione alla tradizione è senz'altro l'adozione di un classico, grande bilanciere a viti che sarà stato superato per funzionalità dai lisci a inerzia variabile ma che, a umile avviso di chi scrive, resta ineguagliato per bellezza.
P.S. Articolo tratto da una rivista del settore.