La NASA come ben sappiamo ha avuto l'onere e l'onore di essere il primo ente a porsi la fatidica domanda:
che strumento professionale per la misurazione del tempo dobbiamo dare in dotazione ai nostri astronauti?La storia la sappiamo un pò tutti, le numerose prove, la lista dei marchi, prestigiosi e meno prestigiosi, il vincitore, il prescelto: Omega Speedmaster Professional.
Sul "Moonwatch" si é parlato anche troppo a mio avviso e rimane, credo l'orologio più desiderato al mondo, almeno per chi ne conosce la storia, il pedigree e la proverbiale resistenza nonché l'eccezionale equilibrio tra design, performance e perché no (almeno una volta!) rapporto qualità/prezzo.
Ma come ben si sa, lo Speedmaster é stato scelto per la sua resistenza alle condizioni estreme durante le EVA ovvero le attività extra veicolari, é stato battezzato durante la famosa passeggiata spaziale di Ed White e ha partecipato a tutte le missioni che comportarono un allunaggio, ad oggi rimane l'unico orologio "ufficiale" per le EVA.
Vedremo in una recensione futura il ruolo dei Fortis Official Cosmonauts Chronograph che anch'essi sembrano aver "respirato" l'aria dello spazio, almeno quella al di fuori della ISS.
Ciò che é meno noto é che dagli anni 80 in poi (forse già dalla fine dei 70) gli astronauti hanno delegato a tutt'altro genere di orologi tutta una serie di funzionalità per il quale lo Speedmaster, da solo, avrebbe fatto fatica a sopperire e per le quali ci é voluto almeno un ventennio perché qualcuno ci pensasse professionalmente, e ancora una volta é stata Omega con l'X-33 orologio che oggi rimane costantemente al polso degli astronauti quando sono all'interno della ISS piuttosto che dello Shuttle.
E quali sono allora queste funzionalità?
Per esempio la possibilità di leggere l'ora di missione (ovvero il tempo che decorre dal momento del lancio a quello dell'atterraggio e su cui si basano tutte le attività che vengono svolte all'interno della stazione spaziale) che si legge in questo modo:
01:55:08:00ovvero: giorni, ore, minuti, secondi
Oppure la possibilità di avere cronometrie multiple, o anche quello di avere un promemoria auditivo alla scadenza di un esperimento, ancora, l'ora UTC... o qunatomeno per molti, l'ora di Houston dve ha sede il comando missione.
E' ovvio che per rispondere a queste esigenze, evidenziate negli anni 70/80 con l'inizio delle missioni Shuttle, Skylab e poi MIR occorrevano più orologi al polso o orologi al quarzo che potessero fornire un valido supporto.
Nella mia ricerca attraverso le fotografie delle missioni, sia sui libri e poi su internet ho cominciato a notare che gli orologi che apparivano più spesso al polso degli astronauti erano due non ben identificati modelli al quarzo, che io scambiai anni fa per lo Speedmaster Quartz, per poi invece rendermi conto che erano due ben precisi Seiko, attenzione, questi orologi non sono in nessun modo da intendersi "assegnati" o scelti dalla NASA, erano e sono solo scelte "personali" fatte dagli astronauti stessi alla ricerca di un'orologio che fosse davvero usufruibile per il loro lavoro.
Inutile dire che la rarità di questi oggetti é alta, credo che la devozione per cercare uno di questi Seiko sia stata superiore a qualsiasi altro pezzo che io abbia mai avuto, l'amico Jatucka diceva, in un topic, che certi Ruhla Quartz assegnati ai sommozzatori della DDR sono rari come un CK coevo... beh, credo che questi Seiko siano più o meno sulla stessa falsariga, le attuali valutazioni sono stimate dai 350 ai 500USD, ma se coevi e in perfetto stato anche di più... poi vale sempre la regola del collezionista: dipende da quanto uno é disposto a pagare! Ne ho visti alcuni rovinatissimi andar via per 300USD altri ottimi portati via a 150USD!
Eccoli quindi, oggetto della recensione fotografica che intendo presentarvi oggi, la prima, mi auguro, di una serie di recensioni che posterò sia qui, che in altri forum dove ho il piacere di condividere con persone interessanti e curiose la mia modesta conoscenza su questi temi, ho sempre pensato che diffondere le proprie conoscenze sia importantissimo per far si che tutti noi si possa conoscere aspetti dell'orologeria meno noti o perché no, ritenuti secondari.
Vi sono altri orologi al quarzo utilizzati da astronauti NASA e non che saranno oggetto delle prossime recensioni, come i Timex ref. 78041, i G-Shock DW-5600 C ed infine lo Speedmaster X-33, così come in futuro parleremo di Russi nello spazio, automatici e anche qualche sorpresa...
Godiamoci allora queste immagini che spero vi siano gradite e magari vi incuriosiscano.
La prima foto illustra una scheda tecnica (courtesy of Gonzalo Duque) che riassume i due modelli usati dagli astronauti NASA, potrete leggere le funzioni speciali e soprattutto il concetto della
ghiera rotante che permette di cambiare la funzione dell'orologio invece di agire sui tasti laterali, che espletano invece una serie di funzioni relative alla posizione indicata sul punto a ore 12, un software che per l'epoca era (ed é ancor oggi) rivoluzionario per facilità e immediatezza d'uso.

Le referenze dei fondelli sono
A829-6019 per il modello con bracciale acciaio
ed
A829-6029 per il modello con cinturino in caucciù morbidissimo.
Il modello acciaio era più diffuso, mentre il modello caucciù non si é visto molto, anche se cercando negli archivi NASA si trovano parecchie foto anche di questo.


A829 sta a designare il movimento o meglio il
modulo nome tecnico dei movimenti al quarzo.
A seguire potre invece vedere vari aspetti dei due orologi che ho cercato di riprendere con alcune foto storiche delle missioni Shuttle in cui si notano diversi astronauti portare al polso uno dei due modelli.






Queste invece sono foto ufficiali pre-missione NASA: al polso immancabile, il SEIKO A829 un fedele compagno, affidabile, resistente e soprattutto multifunzionale, l'ideale strumento da lavoro per un'astronauta,
l'embrione di quello che poi vent'anni dopo diventerà l'incredibile Omega Speedmaster X-33


Grazie dell'attenzione.