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Autore Topic: Film "Equation of Time" © Audemars Piguet  (Letto 186 volte)
Lancillotto
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« il: 10 Ottobre 2007, 04:37:13 »

http://www.audemarspiguet.com/equation_popup_fr.html

L'equazione del tempo, complicazione tra le più affascinanti, era già stata affrontata da Audemars Piguet con alcuni esemplari da tasca realizzati a cavallo del '900 e, nel 2000, con un orologio da polso presentato per celebrare i 125 anni della Maison. Un modello dal quale deriva questo esemplare, che mantiene le informazioni precedentemente proposte introducendo però alcune migliorie di impattante efficacia funzionale: a guadagnarci dalla rivisitazione stilistica è senz'altro la lettura delle informazioni.
Introdotta negli orologi da persona sul finire del '700, con i grandi del passato che si sono dedicati alla ricerca di soluzioni sempre più innovative, l'equazione del tempo segnala la differenza tra il tempo solare reale (relativo alla posizione del sole e, pertanto, legato all'orbita terrestre) e il tempo solare medio (è quello indicato dagli orologi), riportata con segno positivo o negativo.
Una discrepanza che è pari a zero soltanto in quattro occasioni durante l'anno (15 aprile, 14 giugno, 1° settembre e 24 dicembre), mentre negli altri giorni si può manifestare con un anticipo fino a 14' 22'' (l'11 febbraio) o con un ritardo massimo di 16' 23'' (il 4 novembre).
Il mezzogiorno reale, che indica esattamente quando il sole è allo zenit, dipende inoltre dalla longitudine del punto di osservazione: la costante di posizione, ossia la differenza, calcolata per ogni località, tra il tempo locale e il tempo del fuso di riferimento, offre la possibilità, insieme all'equazione del tempo, di determinare l'istante preciso del passaggio del sole in qualsiasi punto della terra.
L'intrigante novità della collezione Jules Audemars fotografata in copertina somma automaticamente le due grandezze, in quanto il rehaut collocato sul bordo del quadrante è tarato sulla base della costante di posizione prescelta (nel caso di Ginevra è di 35'), cui si aggiunge il valore dell'equazione del tempo; la lancetta centrale dell'equazione del tempo, dalla forma a serpentina e con il piccolo sole in oro posto in corrispondenza della punta, indica quindi ogni giorno l'esatto momento in cui cade il mezzogiorno solare reale, un momento che viene condiviso dall'orologio quando la lancetta dei minuti si sovrappone alla lancetta dell'equazione del tempo.
Ma i contenuti dell'orologio non sono circoscritti a tale funzione: è presente infatti il calendario perpetuo, imprescindibile per far progredire con precisione l'equazione del tempo. Un dispositivo di importante valore storico, applicato da Abraham-Louis Breguet agli esemplari da persona e adattato per la prima volta da Patek Philippe a un modello da polso; Audemars Piguet si inserisce a pieno titolo nel novero delle manifatture che hanno rivoluzionato il modo di vivere tale complicazione in quanto ha contribuito, con il calendario perpetuo automatico del 1978, a risvegliare l'affetto del pubblico per una tipologia di segnatempo a lungo dimenticata. Un successo consolidato dal Royal Oak Quantième Perpétuel, un orologio che rappresenta il connubio ideale tra sportività e tecnica di valore.
Al concetto di osservazione naturale del tempo che tipizza la filosofia stessa dell'Equazione del Tempo Jules Audemars, non poteva mancare l'indicazione delle fasi lunari, con un sistema di ingranaggi che, grazie a una demoltiplicazione ulteriore rispetto a quella dei ruotismi tradizionali, richiede la correzione manuale della lunazione soltanto nel 2127.
In questa visione poetica dell'ora, vissuta come momento di riflessione sulla varietà e variabilità del volgere del giorno, le informazioni relative ad alba e tramonto completano un quadro di assoluto rigore astronomico.
Anche in questo caso la posizione sulla terra riveste notevole rilevanza: all'equatore il giorno e la notte hanno la stessa durata per tutto l'anno, mentre più ci si allontana dall'equatore, maggiore risulta l'incidenza delle stagioni sulla lunghezza temporale dell'alternanza giorno/notte. La località di riferimento per l'equazione del tempo è la base per le indicazioni di alba e tramonto, riportate sui quadranti supplementari collocati rispettivamente al 9 e al 3.
Dal punto di vista costruttivo, le lancette dei due quadranti appena citati sono azionate da due camme specifiche, realizzate con precisione micrometrica e personalizzate secondo le esigenze "geografiche" del cliente: oltre alle principali città del mondo, i tecnici della Manifattura eseguono infatti i calcoli necessari per fornire la corretta visualizzazione dell'equazione del tempo e del cammino del sole per qualunque località.
Le tante lancette dell'Equazione del Tempo Jules Audemars sono azionate dal calibro 2120/2808: a carica automatica, è rifinito a mano con le decorazioni tipiche dell'alta gamma (perlage, anglage e Côtes de Genève per ponti e platina), visibili attraverso l'oblò in vetro zaffiro del fondello. Tale meccanismo si caratterizza per la presenza della camma, denominata con espressione gergale "rene", che regola la lancetta dell'equazione del tempo. Costituito da 423 componenti (i rubini sono 41), il calibro 2120/2808 ha il bilanciere che oscilla a 19.800 alternanze orarie e dispone di un'autonomia di funzionamento, con bariletto a piena carica, di 40 ore.
Particolarmente riuscita la cassa, contraddistinta dal diametro di 43 millimetri: l'alternarsi di finiture lucide e satinate conferisce classicità all'orologio, per un equilibrio estetico apprezzabile. Realizzato in oro giallo e bianco con quadrante argenté, e in una grintosa veste "all black" nella versione con cassa in oro rosa, l'Equazione del Tempo di Audemars Piguet si completa con la fibbia déployante personalizzata che accompagna il cinturino in coccodrillo cucito a mano.
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« Risposta #1 il: 10 Ottobre 2007, 07:00:57 »

bel filmato e meccanismo: purtroppo quando AP si allontana da RO non mi emoziona ;)
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Gli orologi che amo, mio caro amico, ricordano questa sofisticatissima macchina d'uomini, fragile e tanto complicata.
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