Nel 1968 in casa Omega esce di scena il cal. 321, che ha equipaggiato lo Speedmaster fin dalla sua prima uscita nel 1957.
Dal lancio del cal. 27 CHRO 12 nel 1942 (rinominato cal. 321 nel 1946) sono passati 26 anni e la tecnologia non ha cessato di fare progressi e gli ultimi, movimento di base con frequenza più elevata (da 18'000 a 19'800 A/h) , realizzazione più semplice (specialmente nella parte cronografia con l’introduzione dello smistamento a navette al posto della ruota a colonne) confluiscono nel nuovo cal. 861 che nel 1968 comincia ad equipaggiare lo Speedmaster.
Gli ultimi cal. 321 (per inciso Omega ha dichiarato per questo cal. una produzione totale di 40'800 pezzi) li troviamo come seriale intorno ai 26.4 mil. mentre con 26.5 mil troviamo già i primi cal. 861 (la cui produzione ha attualmente raggiunto e superato le 300'000 unità).
Guardate questi tre Speedmaster..

sembrano uguali.. stessa cassa, stesso quadrante col logo applicato, stessa lunetta.. solo il terzo ha la sfera del cronografo differente (e questo potrebbe già essere un indizio che qualche cosa è cambiato.. )
Anche visti al retro presentano lo stesso fondello (quello pre-moon, con la sola scritta Speedmaster ed il mostro marino)

si potrebbe quindi supporre che siano anche motorizzati dallo stesso calibro.. ed invece.. sotto il fondello la situazione cambia radicalmente, i primi due (ref. 105.012 e 145.012) hanno come macchina il cal. 321, il terzo , pur essendo esteriormente simile in quasi tutto ai suoi due predecessori, è uno dei primissimi speedmaster 145.022 del 1968 equipaggiati col cal. 861 .

quindi nel 1968 abbiamo i fondelli degli Speedmaster con le due ref. in questione 145.012 – 68 SP e 145.022 – 68 ST

e già che siamo diamo uno sguardo un po’ più da vicino alla macchina 861, col seriale 27’321xxx, nella sua splendida finitura "ramata"

Ed ecco quindi in definitiva l’evoluzione della specie , questi tre esemplari appartengono alle tre referenze che storicamente (in sequenza temporale dunque) hanno testimoniato prima il passaggio dalla cassa simmetrica (ref. CK29xx e 105.002/003) a quella asimmetrica con la protezione sulla corona (ref. 105.012), poi l’adozione definitiva sul quadrante della scritta PROFESSIONAL (ref. 145.012) (ad onor del vero anche la ref precedente, la 105.012, beneficiò di tale scritta nel terzo trimestre ’65 , ma fu solo un aggiunta in corsa in quanto tale ref era nata senza) ed infine il passaggio dal cal. 321 al cal. 861 (ref. 145.022) .
Anche nell’anno successivo, il 1969, allo Speedmaster (che prosegue la sua vita equipaggiato col cal. 861, rifinito sempre con finitura “ramata”) si susseguono altri cambiamenti “estetici”, i primissimi (intorno ai 30 mil.) perdono il quadrante col logo applicato in favore di quello col logo stampato , ma conservano ancora la lunetta con la grafica precedente tipica dei “321” , mentre nei seguenti (intorno ai 31 mil.) anche la lunetta cambia e lo Speedmaster assume quella veste che siamo abituati a vedere ai giorni nostri (anche se in verità almeno un altro paio di cambiamenti nelle lunette ci saranno ancora)




(seriale 30.5 mil per quello a sx e 31.3 mil per quello a dx)
Ma non è ancora finita.., il 21 luglio ’69 avviene lo sbarco sulla Luna e gli astronauti Neil Armstrong e “Buzz” Aldrin hanno al polso (ovviamente) lo Speedmaster (l’orologio come sappiamo certificato dalla NASA nel 1965 per le missioni spaziali) e così ad un certo punto nella seconda metà del ’69 il fondello dello Speedmaster perde il “monster” a tutto campo ed al suo posto compaiono per la prima volta (intorno ai 31.5 mil) le scritte commemorative dell’evento..

(seriale 31.6 mil per quello a sx e 32.1 mil per quello a dx)
Questo sopra era il fondello “standard” che equipaggiava tutti gli speedmaster venduti nel resto del mondo ad eccezione di quelli per il mercato statunitense ai quali era riservato un fondello con le scritte circolari diverse e con APOLLO XI 1969 in basso

Proprio su questi speedmaster (con questo tipo di fondello) avviene , intorno ai 32.8 mil , un’altra modifica, questa volta non propriamente estetica (ed infatti non si vede all’esterno) ma prettamente funzionale all’interno, la leva freno in metallo viene sostituita con quella in Derlin, la prima componente “plastica” ha fatto il suo ingresso nella meccanica 861

Di lì a poco un’altra modica viene ad interessare nuovamente le speedmaster ed anche questo fondello verrà sostituito con quello definitivo (a parte quelli “speciali”) che equipaggia tutt’ora il cronografo che nel suo palmares si fregia di essere l’unico (ed in modo ufficiale) ad essere stato sulla Luna ed anche sulla località più in alto sulla Terra, sull’ Everest al polso di Reinhold Messner

Questa tipologia di fondello compare per la prima volta, intorno ai 32.8 - 33.0 mil , associato alla ref 145.022 – 71 (IMHO), qui sotto due esemplari che, pur essendo stati costruiti dallo stesso fornitore HF (Huguenin Frères), hanno stampigliature e finitura differenti

Ho scritto “ref 145.022 – 71 (IMHO)” perché non mi è mai capitato di vedere un fondello targato 145.022 - 70 e quindi chi avesse qualsiasi documentazione al riguardo è pregato di farsi avanti, grazie in anticipo !
Eccoci arrivati dunque alla fine di questa piccola trattazione (il tutto quanto ovviamente imho) che, come avevo anticipato prima delle ferie, avrebbe riguardato gli Speedmaster equipaggiati col cal. 861 (e fino all’introduzione della leva freno in Delrin), vi lascio, come commiato, con una visione complessiva dei nostri protagonisti di questo topic, riuniti in un’unica pic

E per chi desidera una pic con più alta risoluzione..
http://img529.imageshack.us/img529/7190/pentaspeedy5r50resxl4.jpgGrazie dell’attenzione
Ciao, Gino